Controversia sul risarcimento alle imprese, dopo 15 anni
Alluvione – A quindici anni dall’alluvione del torrente Caina del novembre 2010, i risvolti giudiziari legati ai danni provocati dall’esondazione restano ancora irrisolti. Gli eventi causarono gravi danni materiali e la morte di un volontario della Protezione Civile, e oggi si trovano nuovamente al centro di una disputa giudiziaria. Lo scrive oggi il Messaggero Umbria in una rticolo a firma di Luca Benedetti.
La Provincia di Perugia ha infatti presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di Perugia, depositata il 27 marzo scorso, che ha riformato il verdetto di primo grado e disposto il risarcimento danni in parti uguali da parte della Provincia, della Regione Umbria e della Comunità Montana dei Comuni del Trasimeno e del Medio Tevere.
Le due società ricorrenti avevano citato in giudizio gli enti pubblici per i danni subiti a causa dello straripamento del torrente Caina. In primo grado, nel gennaio 2023, era stata condannata unicamente la Regione Umbria a versare oltre 320 mila euro, oltre a rivalutazione e interessi.
In appello, le aziende hanno chiesto la corresponsabilità anche di Provincia e Comunità Montana. La Corte ha accolto la richiesta, coinvolgendo tutti gli enti nella ripartizione del risarcimento. La Regione, che aveva presentato appello senza ottenere la sospensiva, ha già versato quanto dovuto. Ora anche la Provincia è chiamata a contribuire.
Nei giorni scorsi, il Presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, ha incaricato l’Avvocatura provinciale di impugnare la sentenza in Cassazione.
Resta da chiarire la posizione della Comunità Montana, ente oggi non più esistente. La questione della copertura della quota di risarcimento a carico di un ente soppresso rappresenta un ulteriore nodo giuridico da sciogliere.

Commenta per primo