Evasione e lavoro nero, irregolarità diffuse tra scontrini, canone Rai e dipendenti

Evasione e lavoro nero, irregolarità diffuse tra scontrini, canone Rai e dipendenti

Guardia di Finanza di Perugia rafforza i controlli su evasione e lavoto nero

Prosegue con intensità l’attività della Guardia di Finanza di Perugia, impegnata nel contrasto alle principali forme di illegalità economico-finanziaria. Dall’inizio del 2025 il Comando Provinciale ha infatti potenziato i servizi di controllo economico del territorio, puntando in particolare a smascherare fenomeni di evasione fiscale e lavoro sommerso. La notizia arriva da un comunicato stampa che evidenzia i risultati ottenuti in questi primi otto mesi di attività.

Secondo quanto riferito, la strategia operativa adottata dalle Fiamme Gialle mira a colpire sistematicamente le aree di irregolarità che danneggiano le imprese rispettose delle regole, alterando la concorrenza e minando il corretto funzionamento dei mercati.

Scontrini e ricevute fiscali sotto la lente
Una parte significativa dei controlli ha riguardato l’obbligo di emissione di scontrini e ricevute. Nei primi mesi del 2025, i Reparti territoriali hanno eseguito 894 verifiche, accertando violazioni in 351 casi, pari a circa il 40%. Le sanzioni amministrative hanno raggiunto i 121.000 euro. Un dato che, secondo il comunicato, dimostra quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione anche sulle forme di evasione considerate di minore entità.

Canone Rai: oltre il 90% di irregolarità
Ulteriori controlli hanno riguardato il corretto pagamento del canone Rai da parte di esercizi pubblici. Su 62 verifiche effettuate, ben 58 locali non erano in regola, con una percentuale di irregolarità superiore al 90%.

Pagamenti elettronici monitorati
Le verifiche si sono concentrate anche sui dispositivi di pagamento elettronico (POS). Attraverso l’acquisizione di documenti bancari e contrattuali, gli investigatori hanno cercato eventuali flussi verso conti esteri o intestati a terzi, possibili strumenti di elusione fiscale. Da questi accertamenti, al momento, non sono emerse irregolarità.

Lavoro nero: 101 lavoratori irregolari
Sul fronte del lavoro sommerso, i controlli hanno interessato settori diversi: edilizia, ristorazione, commercio ortofrutticolo, agricoltura ed eventi. In totale, le Fiamme Gialle hanno svolto 137 accertamenti nei comuni di Bevagna, Costacciaro, Fossato di Vico, Bastia Umbra, Deruta, Gubbio, Città di Castello, Montone e Foligno. Sono stati individuati 73 lavoratori totalmente in nero e 28 irregolari, ossia impiegati con inquadramenti non corretti o in assenza di comunicazioni obbligatorie.

Le sanzioni previste variano da 1.950 a 11.700 euro per ciascun lavoratore non regolare, con un totale stimato di circa 1,2 milioni di euro.

Deruta: lavoratore senza permesso di soggiorno
Durante un’ispezione a Deruta, è stato scoperto un cittadino straniero privo di titolo di soggiorno valido. Il datore di lavoro, un imprenditore di origine cinese, è stato deferito alla Procura della Repubblica di Spoleto per violazione delle norme sull’immigrazione. Al lavoratore è stato notificato un ordine di espulsione disposto dal Questore di Perugia.

Foligno: dipendente in nero con disoccupazione INPS
In una pasticceria di Foligno i finanzieri hanno trovato tre dipendenti irregolari. Tra loro una lavoratrice che percepiva la NASpI (indennità di disoccupazione) per un importo complessivo di oltre 5.780 euro, pur essendo impiegata in nero. La donna è stata segnalata alla Procura di Spoleto per indebita percezione di erogazioni pubbliche, mentre l’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha ordinato la sospensione immediata delle tre unità operative del laboratorio.

Un’azione a tutela del tessuto sano
Gli interventi confermano la volontà della Guardia di Finanza di tutelare il tessuto produttivo onesto, prevenendo le distorsioni della concorrenza e garantendo equità tra le imprese. Il comunicato stampa del Comando Provinciale sottolinea come la presenza capillare sul territorio resti uno strumento decisivo per difendere la legalità economica e proteggere i cittadini da pratiche scorrette.

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