Detenuto suicida nel carcere di Terni il Primo Maggio

Bonino e Capece: “Servono più psicologi, organici adeguati e sicurezza per chi lavora e vive nelle carceri”

Stato di agitazione proclamato alla Casa Circondariale di Terni

Il SAPPE: “Non indulti, ma riforme strutturali per affrontare l’emergenza penitenziaria”

Un detenuto italiano si è tolto la vita nel tardo pomeriggio del Primo Maggio nel carcere di Terni, dove era ristretto per reati contro la famiglia. La notizia è stata diffusa da Fabrizio Bonino, segretario umbro del SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria). L’uomo si trovava in cella con un altro detenuto; ogni tentativo di salvarlo è risultato vano.

Bonino ha espresso cordoglio per la vittima, sottolineando l’ennesima tragedia legata al disagio psichico all’interno degli istituti penitenziari: “Serve un cambio di passo concreto: rafforzare i servizi psicologici, potenziare l’organico, formare meglio il personale e dotare le carceri di strumenti adeguati”.

Sul caso è intervenuto anche il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, che ha parlato di una sconfitta per lo Stato e di un evento che segna profondamente gli agenti di polizia penitenziaria: “Spesso sono giovani e lasciati soli nelle sezioni, senza personale sufficiente”. Capece ha invocato un intervento strutturale, richiamando le parole del Capo dello Stato Sergio Mattarella, che nel discorso di fine anno aveva chiesto una profonda riforma del sistema penitenziario.

Capece ha infine ribadito la necessità di non ricorrere a indulti, ma di mettere in atto riforme vere per “garantire la speranza”, come richiama il motto araldico del Corpo di Polizia Penitenziaria: Despondere spem munus nostrum. Il carcere di Terni resta al centro delle preoccupazioni sindacali e istituzionali, in un contesto segnato da sovraffollamento, tensioni e carenze strutturali.

Il Garante detenuti Giuseppe Caforio: “Con l’ennesimo suicidio di oggi primo maggio di un detenuto nel carcere di Terni si ha la conferma della sconfitta della civiltà giuridica del sistema carcerario italiano. Questa ennesima morte è sulla coscienza di tutti e le istituzioni hanno l’obbligo prima morale e poi giuridico di dare immediate risposte”.

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