Donatella Tesei incontra le associazioni di categoria
Donatella Tesei – In questi ultimi giorni la presidente uscente Donatella Tesei ha incontrato in successivi incontri che si sono svolti tra mercoledì 23 e giovedì 24 ottobre le imprese associate a Confartigianato Umbria, nel pomeriggio di mercoledì a Folgino, Confcooperative Umbria e Confindustria Umbria, rispettivamente al mattino e nel pomeriggio a Perugia.
In tutti e tre gli appuntamenti con gli imprenditori associati Tesei ha ribadito il pragmatismo e la concretezza che hanno caratterizzato l’azione di governo in questi cinque anni, nei quali l’esecutivo regionale ha messo al centro le imprese di ogni tipo e dimensione proprio nella consapevolezza che da un sistema economico e imprenditoriale sano, moderno e competitivo parte lo sviluppo della regione. Che significa maggiore occupazione, attrattività del territorio per i giovani che oltre a stabilirsi qui vi mettono su famiglia, lavoro più qualificato. “In questi anni -ha ricordato- abbiamo avuto un confronto costante e continuo con le imprese, ascoltando le loro esigenze e cercando soluzioni concrete, non solo a livello di regione ma anche interagendo con il governo e altre istituzioni.” Tesei ha, quindi, sottolineato la volontà di creare le condizioni di sviluppo del territorio anche attraverso l’adeguamento, il miglioramento e la creazione di infrastrutture efficienti e moderne, in grado di portare l’Umbria verso il futuro, con un percorso intrapreso già e che deve continuare.
La presidente uscente ha anche risposto rispetto ad altri punti fondamentali dei piani programmatici presentati dalle associazioni come la pressione fiscale, che in Umbria è rimasta invariata, tra le più basse in Italia, la semplificazione amministrativa, la sostenibilità con lo sviluppo delle rinnovabili e la chiusura del ciclo dei rifiuti, il problema del costo dell’energia, la sicurezza e la sanità. Rispetto a questi ultimi punti, in particolare, Tesei ha sottolineato che il termovalorizzatore di ultima generazione rappresenta l’unica alternativa percorribile, in considerazione del fatto che le discariche esistenti sono giunte a fine vita. Laddove il termovalorizzatore è sicuro e produce energia per le comunità limitrofe, evitando gli aumenti della tassa sui rifiuti per i cittadini, le discariche sono delle vere e proprie bombe ecologiche con costi più elevati per la comunità. Rispetto al costo dell’energia ha ricordato il suo impegno a supporto delle esigenze delle imprese, con quelle che ha definito delle vere e proprie crociate al ministero, oltre alla apposita legge approvata per mandare a gara l’idroelettrico nel 2029.
Sul tema della sanità Tesei ha invitato a un discorso serio e veritiero, anche al di fuori della campagna elettorale e ha spiegato come per la sanità umbra parlino i numeri. In Umbria, ad esempio, l’88,5% dei posti letto sono pubblici, una delle percentuali più alte d’Italia. L’agenzia indipendente Gimbe ha certificato che l’Umbria è tra le prime regioni per utilizzo da parte dei cittadini delle strutture pubbliche rispetto al privato convenzionato e sempre Gimbe ha detto che medici e infermieri in Umbria sono il 20% in più della media nazionale, tanto è vero che all’ospedale di Perugia oggi il personale sanitario è aumentato su 185 unità sul 2019. Inoltre, nonostante un +22% rispetto al 2019 di accessi ai pronti soccorso, dal report di Dataroom di Milena Gabanelli, l’Umbria è la quarta regione con i migliori tempi di attesa medi. “Certo non sono soddisfatta e la sanità sarà ancora una priorità per cui bisogna trovare le risorse. -ha detto- Oggi per la prima volta il governo nazionale ha previsto in finanziario 1,2 miliardi in più, non sufficienti ma almeno rappresentativi di un’inversione di tendenza. Il problema della sanità è in tutta Italia, ma l’Umbria è tra le regioni messe meno peggio.” Ha infine ricordato la situazione delle liste d’attesa, dimezzate rispetto al passato, l’apertura di nuovi concorsi un tempo bloccati e la realizzazione delle case di comunità che si stanno costruendo, peraltro, senza consumo di suolo ma valorizzando immobili dismessi. Altro tema toccato quello della sicurezza, su cui bisogna intervenire non solo in termini repressivi ma anche di cultura e di educazione, oltre a creare le condizioni per una maggiore sicurezza dei centri storici, con azioni che la regione già ha messo in campo.

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