Gestione rifiuti Umbria: Mancini difende il termovalorizzatore

Il consigliere della Lega critica la posizione del sindaco di Perugia

Gestione rifiuti Umbria: Mancini difende il termovalorizzatore

 

Gestione rifiuti Umbria – Il consigliere Valerio Mancini, rappresentante della Lega e presidente della Seconda commissione regionale, ha duramente criticato le dichiarazioni del sindaco di Perugia e di alcuni amministratori locali contrari alla costruzione di un termovalorizzatore nella regione. Mancini, intervenuto in difesa del Piano rifiuti vigente, ha sottolineato come la gestione dei rifiuti in Umbria rischi di entrare in crisi senza un impianto di incenerimento.

Secondo Mancini, chi si oppone alla termovalorizzazione dovrebbe assumersi la responsabilità di gestire per decenni una discarica, realtà che alcuni comuni umbri, tra cui Città di Castello, Orvieto e Magione, affrontano da anni. L’esponente della Lega ha definito l’approccio di questi amministratori come antiquato e ideologico, lontano dalle necessità pratiche della chiusura del ciclo dei rifiuti.

Mancini ha evidenziato che l’Umbria produce annualmente circa 450mila tonnellate di rifiuti urbani, a cui si aggiungono i rifiuti speciali provenienti dal sistema produttivo e industriale. Nonostante il contributo della raccolta differenziata, che gestisce 300mila tonnellate, circa 60mila tonnellate finiscono comunque in discarica. Inoltre, dal 2035, le normative europee limiteranno a non più del 10% la quantità di rifiuti che potrà essere conferita nelle discariche, costringendo la regione a trovare alternative per circa 200mila tonnellate di rifiuti.

Mancini ha richiamato l’attenzione sulla relazione generale del Piano rifiuti regionale, che evidenzia come l’Umbria invii attualmente in discarica il 32% dei propri rifiuti, un dato considerato insostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale. Per il consigliere, l’unica soluzione efficace per evitare un’emergenza rifiuti è l’adozione di un impianto di termovalorizzazione, che garantirebbe autonomia alla regione e una riduzione delle tariffe del servizio.

Valerio Mancini

Rivolgendosi all’opposizione, Mancini ha ricordato che il vecchio Piano rifiuti, approvato nel 2009, prevedeva non uno, ma due impianti di incenerimento. Tuttavia, nel corso degli anni, questo piano è stato modificato, puntando sul combustibile solido secondario (CSS) da bruciare nelle cementerie. Mancini ha accusato i consiglieri dell’opposizione, come Fabio Paparelli, di avere un approccio ideologico e di ignorare le necessità reali della gestione dei rifiuti.

Il consigliere ha anche sottolineato che la Giunta regionale e la Seconda commissione hanno recepito le indicazioni del Pacchetto europeo sull’economia circolare. Nel luglio scorso, la Commissione europea ha attestato che l’Umbria ha soddisfatto tutte le condizioni necessarie per l’accesso ai fondi della politica di coesione 2021-2027, legati alla pianificazione aggiornata della gestione dei rifiuti.

Mancini ha ribadito che, nonostante gli sforzi per migliorare la raccolta differenziata, che la regione punta ad anticipare al 2030 con un obiettivo del 75%, rimarranno comunque materiali non recuperabili, che finiranno in discarica. Anche con un tasso di raccolta dell’85%, una parte significativa dei rifiuti continuerà ad essere conferita in discarica.

Il consigliere ha inoltre evidenziato che, anche rispettando tutti gli obiettivi e i parametri, nelle discariche umbre finirebbe comunque il 7% dei rifiuti complessivi, pari a oltre 30mila tonnellate l’anno. Le discariche regionali attuali, già ampliate tre volte, avranno una capacità residua inferiore al milione di tonnellate entro il 2030, rischiando di non poter più sostenere l’intera regione.

Mancini ha concluso ribadendo che l’impianto di termovalorizzazione è stato progettato su misura per le esigenze della regione, respingendo le critiche secondo cui l’impianto porterebbe ad un aumento della mobilità dei rifiuti verso l’Umbria. Ha citato come esempi positivi le esperienze di Parma e Piacenza e l’approccio adottato in Emilia Romagna e Roma, dove il termovalorizzatore è stato considerato l’unica soluzione per evitare l’emergenza rifiuti.

Mancini ha invitato gli oppositori a proporre alternative concrete e tecnologicamente valide alla termovalorizzazione, sottolineando che, senza l’impianto, la regione sarà costretta ad aprire nuove discariche, magari proprio nel comune di Perugia. Ha infine richiamato i sindaci dei comuni che ospitano le attuali discariche, già in allerta da tempo, a riflettere sulle conseguenze di un approccio che privilegia il veto politico a scapito della solidarietà regionale.

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