Accessibilità elettorale priorità con CVA alternativa alle scuole

Accessibilità elettorale priorità con CVA alternativa alle scuole

Proposta rilanciata a Perugia per spostare i seggi da Castel del Piano

Accessibilità elettorale – La richiesta di una svolta nell’organizzazione dei seggi torna al centro del dibattito cittadino con toni più netti e un’urgenza che non lascia margini di rinvio. Augusto Peltristo ed Edoardo Gentili rilanciano la necessità di superare l’utilizzo sistematico delle scuole come sedi elettorali, una pratica che continua a interrompere le lezioni, creare disagi alle famiglie e incidere sul lavoro del personale scolastico. La loro nuova iniziativa in Consiglio comunale punta a un cambio di rotta immediato, sostenuto da una proposta operativa già pronta.

Criticità del plesso scolastico di Castel del Piano

Il caso più emblematico, secondo i due consiglieri, riguarda Castel del Piano, dove il seggio è collocato all’interno dell’edificio scolastico e distribuito su più livelli. Una configurazione che, oltre a interferire con la normale attività didattica, presenta ostacoli evidenti per anziani, persone con disabilità e cittadini con mobilità ridotta. Le barriere architettoniche e i percorsi complessi rischiano di trasformare un diritto costituzionale in un percorso a ostacoli, con ripercussioni dirette sulla partecipazione.

Peltristo e Gentili sottolineano come questa situazione sia nota da tempo e come già nel 2025 fosse stata avanzata una proposta per individuare sedi alternative. L’Ordine del Giorno presentato allora non ottenne il sostegno della maggioranza, ma i due consiglieri ritengono che oggi le condizioni siano cambiate e che la disponibilità di nuove strutture renda la soluzione non solo possibile, ma necessaria.

Il CVA come sede immediatamente utilizzabile

La proposta individuata è il CVA di Castel del Piano, recentemente ristrutturato e già pienamente operativo. La struttura, spiegano i promotori, offre spazi accessibili, ingressi agevoli e una distribuzione interna che permette di organizzare il flusso degli elettori senza creare disagi. L’utilizzo del CVA consentirebbe inoltre di mantenere la continuità delle lezioni, evitando chiusure forzate e garantendo stabilità alle famiglie.

Secondo i consiglieri, la disponibilità di un luogo alternativo così funzionale rappresenta un’occasione concreta per migliorare l’esperienza di voto e tutelare allo stesso tempo il percorso educativo degli studenti. La ristrutturazione recente del centro offre inoltre standard di sicurezza e accoglienza superiori rispetto al plesso scolastico, rendendolo una scelta coerente con le esigenze attuali.

Una scelta politica e organizzativa non più rinviabile

Peltristo e Gentili ricordano che il Comune dispone di numerosi spazi pubblici, dai CVA agli impianti sportivi, che potrebbero essere utilizzati come sedi elettorali senza interferire con le attività scolastiche. La loro richiesta è quella di avviare una revisione complessiva dell’assegnazione dei seggi, con criteri che mettano al centro diritto allo studio, accessibilità universale e efficienza organizzativa.

La questione, sostengono, non riguarda solo Castel del Piano ma l’intero territorio comunale, dove ogni tornata elettorale comporta chiusure, spostamenti e difficoltà che potrebbero essere evitati con una pianificazione diversa. Per i due consiglieri, la priorità è garantire che ogni cittadino possa votare senza ostacoli e che le scuole possano continuare a svolgere la loro funzione senza interruzioni.

Verso un modello più inclusivo e funzionale

La proposta presentata in Consiglio comunale punta a inaugurare un modello più moderno e rispettoso delle esigenze della comunità. L’obiettivo è trasformare l’organizzazione dei seggi in un processo che non penalizzi gli studenti e che renda il voto più semplice e accessibile. L’utilizzo del CVA di Castel del Piano rappresenta, nelle intenzioni dei promotori, il primo passo verso una gestione più equilibrata e attenta ai bisogni reali dei cittadini.

La discussione ora passa all’Amministrazione, chiamata a valutare una soluzione che unisce praticità, inclusione e tutela dei servizi essenziali. Per Peltristo e Gentili, la strada è tracciata: scegliere spazi alternativi alle scuole significa investire in una città più attenta ai diritti e più efficiente nell’organizzazione dei momenti democratici.

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