Sconfitta Perugia al Curi contro Campobasso, è ancora notte

Sconfitta Perugia al Curi contro Campobasso, è ancora notte

Il Campobasso vince a Perugia e costringe Angella alla resa

di Gianluca Drusian

Il Campobasso espugna Perugia per una rete a zero e rimanda la festa salvezza del Perugia all’ultima giornata di campionato. Serviranno gli ultimi novanta minuti di gioco per Angella e compagni per riuscire a trovare quel punto che sancisca la matematica e, quindi, definitiva, fine di una stagione da vero incubo. Che, del Perugia targato presidente Faroni, alla sua prima da numero del club biancorosso di quest’anno non c’era da fidarsi era scritto in tutte le pareti dei muri dello stadio Renato Curi tuttavia, sperando in una giornata di gloria diversa e, finalmente, liberatoria per tutto l’ambiente, l’intera o quasi tifoseria si era data appuntamento in buon numero sugli spalti di Pian di Massiano.

Ma, ancora una volta, ogni aspettativa e buona intenzione veniva con regolarità ormai consueta disattesa dal gruppo allenato da mister Tedesco ed al Curi gli unici a festeggiare, come successo tante volte in tutta la stagione, sono stati giocatori e tifosi avversari. Così, il punto mancante, come in un romanzo fantastico alla Henry Potter, il Perugia se lo dovrà andare a cercare lontano da casa a Forlì che, per quella fortunata sorte legata anche al destino, ha raggiunto la matematica salvezza proprio andando a vincere in quel di Carpi.

Più occasione di così, andando a confermare che, seppur dovesse riuscire a compiere l’impresa, il Perugia di quest’anno la salvezza se la sarà conquistata grazie al lavoro e la “testardaggine” della triade Tedesco- Gaucci-Novellino ma lo dovrà soprattutto alle dèbacle delle antagoniste nella lotta alla retrocessione. Poco importerebbe, logicamente il fine varrebbe più di ogni mezzo ma, questo gruppo di giocatori, tanto dal punto di vista tecnico che della mentalità poco vincente che hanno dimostrato, dovrà essere valutato in maniera profonda e cambiato al momento di ogni programmazione futura.

Quanto alla partita, si può raccontare di un primo tempo nelle mani totalmente della squadra allenata da mister Zauri. Non ci sono state tantissime occasioni da rete da evidenziare ma la densità con una squadra rossoblù pressochè impadronita della metà campo biancorossa ed il possesso palla quasi sempre sui piedi avversari ha sancito che, al minuto 33, gli ospiti sono riusciti a siglare con Gargiulo la rete decisiva della serata.

Nell’occasione, il colpo di testa del giocatore molisano è apparso non irresistibile anche se tratto da posizione molto vicina alla porta difesa da Gemello che, tuttavia, poteva fare qualcosa in più insieme a tutto il reparto difensivo perugino apparso lento e disattento. Il Perugia della prima frazione di gioco, quindi, è apparso abulico e lontano da quella giusta prestazione che il risultato pretendeva al di là di una mezza palla goal capitata sui piedi di Nepi ed un altro suo colpo di testa finito sull’ esterno della rete. Nella ripresa, grazie anche ai cambi ma, soprattutto, grazie alle solite giocate di Bacchin e di un Bolsius in vena di ricerca della porta avversaria (pur se con tiri scagliati quasi sempre abbondantemente sopra la traversa avversaria come nei minuti), non si può non annotare che il Perugia ha messo sotto assedio il Campobasso ma, nonostante ciò, a nulla è valso.

Ci ha provato in tutte le maniere Montevago al 68 con un tiro a lato, al 86 e 88’, Bacchin al 77’ con un tiro respinto da un difensore quasi sulla linea di porta ed anche l’entrata in campo di Verre al 69’ ha contribuito a scodellare palle interessanti per i vari Bacchin, Canotto e Montevago ma l’aver buttato al vento un primo tempo giocato con una mentalità di squadra che, probabilmente, pensava che gli avversari non avessero nulla da pretendere da una partita per loro poco importante se non solo per il prestigio di giocare al Curi, è risultato assolutamente dirimente ed impregiudicabile per qualsiasi altra differente soluzione.

Tutto rinviato, quindi, alla prossima gara con una tifoseria intera costretta a dover seguire in massa questa squadra fino alla fine nonostante le batoste e le amarezze che, questa, gli ha regalato per tutti i lunghi nove mesi di campionato.

PROMOSSI: Montevago (l’unico da trattenere in rosa ma destinato ad andare via perché di proprietà Sampdoria)- Bacchin (nonostante più determinante quando entra a partita in corsa ma almeno è quello che scombina e combina qualcosa palla al piede)

BOCCIATI: un po’ tutti, non se ne vogliano ma di questo gruppo che, per fortuna, a detta degli stessi protagonisti, è stato unito e “felice” dentro lo spogliatoio, non se ne può più e riuscissero a prendere il punto mancante e poi tutti a fare migliori fortune (vedi Canotto arrivato un apio di mesi fa con grandi aspettative e promesse ma niente o poco più in campo) in altri lidi più stimolanti, evidentemente, del nostro.

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