Simone Santi guida i delegati arbitrali della Fipav

Simone Santi guida i delegati arbitrali della Fipav

Nuovo ruolo nazionale per l’ex arbitro internazionale

Dal campo alle scrivanie della governance sportiva. Simone Santi, 59 anni, originario di Città di Castello, è stato designato dalla Federazione Italiana Pallavolo come Responsabile nazionale dei Delegati Arbitrali e Supervisor, un ruolo strategico per la formazione e la valorizzazione dei nuovi direttori di gara. La decisione è stata assunta dal Consiglio Federale della Fipav, guidato dal presidente Giuseppe Manfredi, che ha scelto l’ex arbitro umbro per coordinare e supervisionare uno dei settori chiave dell’organizzazione arbitrale.

Questa nuova responsabilità si inserisce in un percorso professionale straordinario: Santi vanta una lunga carriera internazionale che lo ha visto protagonista nei contesti più prestigiosi della pallavolo mondiale. Ha diretto, tra le altre, una Olimpiade (Londra 2012), quattro campionati mondiali seniores, 619 incontri nel massimo campionato nazionale, 18 finali scudetto e sei finali di Coppa Italia. Un curriculum di vertice, che nel 2012 è stato riconosciuto anche dallo Stato italiano con la nomina a Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Inoltre, il suo impegno sportivo lo ha reso un punto di riferimento per il territorio, tanto da essere considerato un ambasciatore sportivo di Città di Castello nel mondo.

Con questo nuovo incarico, Santi si prepara a contribuire alla crescita dell’intero sistema arbitrale italiano, mettendo a disposizione la propria esperienza e competenza in una fase ritenuta cruciale per il rinnovamento del settore. L’amministrazione comunale tifernate, con il sindaco Luca Secondi e l’assessore allo sport Riccardo Carletti, ha espresso piena soddisfazione per la nomina, sottolineando il valore aggiunto che essa rappresenta per l’immagine della città e il suo legame con il volley nazionale.

Un percorso iniziato da giovanissimo e culminato oggi con un incarico di vertice, che conferma la centralità del suo profilo nel panorama sportivo federale italiano.

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