Partita da “dentro o fuori”, Bisoli nel destino dei grifoni

 
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Partita da “dentro o fuori”, Bisoli nel destino dei grifoni

Partita da “dentro o fuori”, Bisoli nel destino dei grifoni

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – É la madre di tutte le partite. Per il Perugia soprattutto, invischiato di brutto nella lotta per non retrocedere e che affronta la squadra che ha conquistato più punti (ben 13 in sette turni, contro i 5 degli umbri) nella ripresa dopo il “confinamento”.

I grifoni si trovano in ritiro punitivo a Roccaporena di Cascia. Tra le cime della Valnerina, terra di maghi e del Guerin Meschino, sono arrivati tutti i vertici societari a cominciare dal presidente che, in tuta blu, ha parlato in mezzo al campo alla squadra prima della seduta atletica. Subito dopo é toccato a Serse Cosmi arringare i giocatori. Tuttavia il tecnico si é visto annullare, all’ultimo momento, la conferenza stampa pre-partita. Gli allenamenti si sono svolti a porte chiuse e i giocatori risultano inavvicinabili. Mentre ad Assisi veniva dato il “ciac si gira” del serial tv “Dio ci aiuti”, la stessa invocazione partiva da un gruppo di supporter a Perugia.

Le vie del destino, curiose e ciniche, mettono i grifoni di fronte ad una squadra non solo pimpante, ma guidata dall’ex calciatore e allenatore biancorosso Pier Palo Bisoli, autore del campionato meno brillante degli ultimi anni dei perugini in serie B e allontanato proprio da Santopadre, che gli imputava la mancata conquista dei play off e un modesto decimo posto. É evidente che il tecnico romagnolo intenda, sia per proseguire la sua bella marcia (“Se vinciamo saremmo praticamente salvi”, rileva), sia per una umana e condivisibile rivincita personale, far ingoiare un boccone amaro ai biancorossi. Sulla strada dei grifoni anche altri ex: Daniel Ciofani (ha vestito il Grifo in C1), Vittorio Parigini, che proprio dal Curi ha spiccato il volo e Crescenzi.

I precedenti, il primo dei quali più di novant’anni or sono, assommano a 10 e risultano a favore dei padroni di casa (7 vittorie, 2 pareggi, una sconfitta). Ma questo tipo di statistiche rappresentano soltanto curiosità per i cultori dei numeri o per celebrare i calciatori di una volta come Vitalesta, Amenta, Gelsi, Pagano o in tempi recenti, Vido e Kouan, che stavolta parte dalla panchina, autori di segnature contro i lombardi).

Cosmi ha strigliato la squadra. Mettendo il dito sui troppi e ripetuti errori in fase difensiva, ma anche sulla poca creatività del centrocampo e, per finire il quadro, sull’imprecisione nell’area avversaria. Inoltre ha sollecitato i suoi ad una attenzione e ad una dedizione alla causa più profonda e partecipata di quanto si sia visto ad oggi. Solo la presa d’atto della pericolosità della china imboccata permetterà ai biancorossi di evitare di entrare nella storia del club come componenti dell’… “esercito di Franceschiello”, gestione Santopadre.

Cosmi dovrebbe puntare sul rientro di Angella e Falasco per assestare la difesa, di Falzerano quale mezzala e sull’utilizzo della coppia Falcinelli-Melchiorri, per dar respiro a Iemmello e Buonaiuto, da utilizzare semmai in corso d’opera. Bisoli ha meno problemi, perché i successi regalano entusiasmo. La sua squadra, poi, vanta una identità precisa. “Non cambio modulo”, annuncia. Tra l’altro riesce a trovare il gol anche coi tiri dalla distanza, che l’allenatore – che vola col vento in poppa e che assicura: “Noi non ci accontentiamo” – ha fatto provare con allenamenti specifici ai suoi. Si annuncia uno scontro all’ultimo sangue.

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