Perugia Calcio, il Comune prova a mediare nella crisi

Perugia Calcio, il Comune prova a mediare nella crisi

Contatti costanti con la società dopo l’ennesimo ko e le dimissioni

La crisi del Perugia Calcio spinge anche Palazzo dei Priori a intervenire. L’amministrazione comunale, pur nei limiti del proprio ruolo istituzionale, sta cercando di facilitare un percorso che consenta di restituire stabilità al club biancorosso. Lo conferma l’assessore comunale allo sport, Pierluigi Vossi, che segue da vicino l’evolversi della situazione. Dopo la settima sconfitta consecutiva e le dimissioni dell’allenatore Piero Braglia, i contatti tra Comune e società si sono intensificati. Lo riporta oggi il Messaggero Umbria.

Vossi, ex calciatore e allenatore del settore giovanile del Perugia, non nasconde la preoccupazione per la fase più complessa vissuta dal club negli ultimi decenni. “Non restiamo a guardare – ha spiegato – stiamo facendo quanto possibile per contribuire a una soluzione utile a uscire da questa situazione”. Secondo quanto trapela da Palazzo dei Priori, il dialogo con la dirigenza argentina è costante. L’assessore mantiene frequenti contatti con il direttore generale Hernan Borras, che in questi giorni sta valutando le opzioni per la guida tecnica della squadra.

Il Perugia, fondato nel 1905, vive un momento tra i più difficili della sua lunga storia. La proprietà sudamericana, subentrata appena un anno fa, non ha ancora trovato un equilibrio tecnico ed economico stabile. L’ingresso del gruppo argentino risale infatti a settembre 2024, quando la presidenza passò da Massimiliano Santopadre a Javier Faroni. L’operazione venne formalizzata nello studio del notaio perugino Mario Biavati, con l’acquisizione della Associazione calcistica Perugia Calcio Srl da parte della “Perugia Futbol”, controllata dalla “Saia Investments srl”, a sua volta riconducibile alla “Beagle Capital Management Llc”.

Pochi giorni dopo, il 27 settembre, la Saia Investments cedette il 90 per cento della Perugia Futbol srl alla Sport Next Gen Ltd, società appartenente alla Dilnay Sa, registrata in Uruguay e interamente controllata da Javier Faroni. Con quell’atto si completò il passaggio di proprietà, aprendo ufficialmente l’era argentina del Grifo. Tuttavia, i mesi successivi sono stati segnati da difficoltà operative e da ritardi nella trasmissione alla Federazione della documentazione finanziaria richiesta, circostanza che ha portato la Procura federale, a settembre scorso, a sanzionare Faroni con un’inibizione di tre mesi e mezzo. Si trattava, è stato precisato, di ritardi nella consegna e non di mancanza dei requisiti di solidità economica.

Dal punto di vista sportivo, i risultati non hanno corrisposto alle aspettative. Il direttore generale Borras, nelle scorse settimane, aveva quantificato in circa dieci milioni di euro la spesa sostenuta nel primo anno di gestione, con un impegno mensile di mezzo milione, ma i risultati sul campo non hanno premiato l’investimento.

Il Comune di Perugia, che considera la squadra un simbolo cittadino e un elemento identitario per la comunità, continua a monitorare la situazione. L’obiettivo, spiega Vossi, è “avere una squadra all’altezza della città e del suo pubblico”. In attesa che la società definisca le proprie strategie e individui la nuova guida tecnica, resta aperto il dialogo tra istituzioni e proprietà, nella speranza di riportare serenità e fiducia in una piazza che vive oggi una delle fasi più delicate della sua storia calcistica.

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