Chirurgo in trincea didattica: a Luigi Marano il Premio Wiley 2025

Chirurgo in trincea didattica: a Luigi Marano il Premio Wiley 2025
Prof. Luigi Marano

 Dalla sala operatoria alle aule di Dnipro, l’italiano che non ha interrotto la formazione medica durante il conflitto

Un chirurgo italiano sceglie di non interrompere. Mentre il mondo guarda le conseguenze del conflitto sui notiziari, Luigi Marano continua a stare al fianco dei colleghi ucraini, trasmettendo competenze mediche in condizioni che sfidano ogni logica di sicurezza e prevedibilità. Per questa scelta consapevole di continuità, l’editore scientifico internazionale Wiley lo ha insignito del premio Research Heroes Prize 2025 nella categoria “Coraggio nella ricerca”, riconoscimento che lo individua come figura emblematica di una nuova concezione della ricerca scientifica.

di Marcello Migliosi

Il significato profondo di una premiazione internazionale

Il premio Wiley non celebra semplici risultati numerici o pubblicazioni. Celebra chi ha trasformato la ricerca in un atto di presenza umana, chi ha compreso che la scienza contemporanea non vive soltanto nei laboratori e nelle riviste, ma nelle scelte quotidiane di mantenere accesa la fiamma della formazione anche quando le circostanze suggerirebbero di spegnere tutto. Marano incarna esattamente questa dimensione: non è un eroe dei tempi di pace, ma un professionista che ha scelto di moltiplicare il suo impegno proprio quando le condizioni sono diventate più complesse e incerte.

Nel riconoscimento ufficiale rilasciato da Wiley emerge una verità spesso celata dietro le quinte del mondo accademico. La ricerca non progredisce solo grazie ai finanziamenti, alle attrezzature sofisticate o agli articoli pubblicati su riviste prestigiose. Progredisce quando qualcuno decide che il contesto umano in cui la ricerca nasce è altrettanto cruciale quanto i dati che produce. Marano ha capito che formare una nuova generazione di medici in Ucraina, mantenant la continuità didattica e clinica in un momento storico di grave turbamento, è un atto di ricerca tanto quanto scoprire una nuova terapia.

La missione presso la Dnipro Medical State University

Da diversi anni, il professor Marano ricopre il ruolo di Invited Professor presso la Dnipro Medical State University, una delle principali istituzioni mediche ucraine. Non è una collaborazione episodica, non è una visita occasionale per conferenze internazionali. È una dedizione costante, una scelta di essere presente nelle aule, negli ambienti clinici, nei corridoi dove si prendono decisioni sulla formazione dei professionisti sanitari del futuro.

In questo contesto, l’insegnamento assume una dimensione che travalica la mera trasmissione di nozioni. Formare studenti di medicina e medici specializzandi in condizioni di instabilità geopolitica significa accettare l’incertezza come dato strutturale. Significa sapere che domani le lezioni potrebbero subire interruzioni, che i laboratori potrebbero perdere disponibilità, che gli studenti potrebbero affrontare difficoltà fisiche e psicologiche difficili da immaginare per chi vive in contesti stabili. Nonostante tutto questo, Marano ha scelto di restare operativo, di continuare a trasmettere competenze cliniche e scientifiche di eccellenza.

L’accompagnamento umano come forma di ricerca

Ciò che distingue profondamente l’approccio di Marano è la consapevolezza che l’accompagnamento umano è esso stesso una forma di ricerca. Non si tratta di paternalismo, bensì di una vera e propria metodologia scientifica applicata al contesto della formazione nelle situazioni critiche. Quando si insegna a un giovane medico come affrontare un intervento chirurgico complesso, mentre il conflitto genera instabilità attorno, si sta compiendo un atto di ricerca sul campo: si sta verificando come la conoscenza umana può resistere, trasformarsi, mantenersi rilevante anche in circostanze che la logica tradizionale ritiene ostili.

La ricerca così intesa non produce solamente articoli da pubblicare. Produce continuità generazionale. Produce professionisti che porteranno nel futuro – chiunque sia quel futuro – le competenze acquisite nel presente. È una forma di ricerca che guarda oltre l’orizzonte immediato, consapevole che il valore autentico emergerà solo quando la tempesta sarà passata e quella generazione di medici formati avrà l’opportunità di applicare quanto appreso.

Una carriera costruita sulla cooperazione internazionale

Parallelamente al suo impegno in Ucraina, Marano ha sviluppato una rete straordinaria di collaborazioni internazionali che lo testimonia come figura centrale della ricerca medica europea e globale. È Vice Rettore per l’Internazionalizzazione presso l’Academy of Applied Medical and Social Sciences di Elbląg, in Polonia, una posizione che gli consente di orchestrare progetti di ricerca e cooperazione su scala continentale. In questa stessa città, esercita attività chirurgica presso l’ospedale di Gdańsk, dove applica quotidianamente le metodologie che insegna.

Il suo ruolo di Direttore del Centro Internazionale di Simulazione in Medicina rivela un’ulteriore dimensione del suo impegno: la simulazione medica rappresenta una frontiera importante della didattica contemporanea, consentendo ai giovani professionisti di acquisire competenze complesse in ambienti controllati prima di confrontarsi con la realtà clinica. Questa dimensione è particolarmente rilevante in contesti difficili, dove il margine di errore didattico deve essere ridotto al minimo.

Come Presidente della European Federation – International Society for Digestive Surgery, Marano – che risiede a Perugia (ma di origine Casertana) – guida una comunità scientifica internazionale focalizzata su uno dei settori più critici della chirurgia moderna. Infine, la sua designazione a Adjunct Professor presso l’Hashemite University di Zarqa, in Giordania, estende ulteriormente il suo raggio di influenza nel Medio Oriente, creando ponti di conoscenza tra realtà geografiche diverse.

Un riconoscimento che identifica l’Italia

Tra i quattro premiati dal Wiley Research Heroes Prize 2025 categoria Coraggio – Elijah Ochieng Odhiambo dal Kenya, Mohamed Mannaa dall’Egitto, Aldo Croquer dalla Repubblica Dominicana e Luigi Marano – l’Italia è rappresentata da una sola figura. Questo fatto acquista significato quando si consideri che il riconoscimento intende celebrare professionisti che operano in contesti geograficamente e socialmente critici, dove la scienza avanza nonostante e grazie alle difficoltà.

La presenza di Marano in questa lista internazionale testimonia come l’eccellenza italiana nella ricerca medica abbia una dimensione di responsabilità globale. Non è competizione, non è ranking nazionale. È riconoscimento che il sapere, quando veramente solido, sa di avere un dovere di circolazione, di trasmissione, di insegnamento anche quando questo comporta sacrificio personale.
Il significato nascosto del coraggio scientifico

Nel comunicato ufficiale di Wiley, emerge una frase fondamentale: il coraggio nella ricerca non è qualcosa che si programma. Arriva quando le condizioni cambiano improvvisamente e il ricercatore deve scegliere se fermarsi o continuare. Marano ha scelto di continuare. Ha scelto che interrompere avrebbe significato tradire una responsabilità verso le nuove generazioni di medici che guardavano a lui come riferimento scientifico e umano.

Questa scelta racconta di una concezione della ricerca che sfugge alla retorica contemporanea. Non è ricerca per il prestigio, non è ricerca per il curriculum, non è ricerca per ottenere fondi. È ricerca come forme di resistenza civile, come affermazione del valore della continuità, come dichiarazione che la formazione dei professionisti sanitari non è negoziabile nemmeno quando il contesto rende tutto più difficile.
Una lezione per le giovani generazioni

Nel suo messaggio personale, Marano si rivolge direttamente ai giovani ricercatori con parole che contengono una forza rara nel dibattito accademico contemporaneo: “La ricerca offre opportunità straordinarie, ma il suo valore più autentico emerge quando diventa presenza concreta. Non dove è più semplice. Dove serve davvero.”

Questa frase sintetizza una filosofia che contrasta nettamente con la tendenza contemporanea a cercare le condizioni ideali, le università più prestigiose, i laboratori meglio finanziati. Marano insegna che l’autentico valore scientifico emerge quando la ricerca si confronta con la realtà complessa, quando il ricercatore accetta di operare in condizioni non ottimali pur di garantire continuità formativa.

La trasformazione della ricerca medica nel nuovo millennio

Il riconoscimento Wiley rappresenta un punto di svolta nella narrazione della ricerca medica contemporanea. Per decenni, il paradigma dominante ha identificato eccellenza scientifica con pubblicazioni su riviste ad alto impact factor, con numerosità di citazioni, con attrattività di finanziamenti competitivi. Marano non nega l’importanza di questi fattori, ma dimostra che esiste una dimensione parallela e ugualmente cruciale: la qualità della formazione umana, la continuità educativa, la responsabilità verso il contesto.

La medicina futura sarà formata dai medici che oggi ricevono insegnamento da figure come Marano. Non sarà formata solamente dai dati pubblicati, anche se importanti. Sarà formata dalla capacità dei professionisti di pensare criticamente, di adattarsi a situazioni impreviste, di mantenere l’etica anche quando le circostanze suggeriscono compromessi. Tutto questo viene trasmesso attraverso la relazione diretta tra maestro e allievo, attraverso quella presenza che Marano ha scelto di mantenere accesa.

Una prospettiva globale sulla medicina contemporanea

L’articolazione globale del profilo di Marano – Polonia, Ucraina, Giordania, e una rete di collaborazioni che abbraccia il continente europeo – disegna una visione di medicina che trascende i confini nazionali. In un’epoca in cui il nazionalismo torna a permeare i discorsi pubblici, Marano rappresenta una concezione opposta: la medicina come bene comune, la ricerca come patrimonio dell’umanità, la formazione come responsabilità condivisa tra professionisti di diverse nazioni.

Questo approccio acquisisce una risonanza particolare quando si consideri il contesto attuale. Mentre le tensioni geopolitiche rendono difficile la cooperazione internazionale, figure come Marano dimostrano che la comunità scientifica può e deve mantenersi unita. I medici formati in Ucraina con il suo insegnamento potranno operare in qualsiasi angolo del mondo. La loro competenza non conosce confini nazionali. Il loro sapere è patrimonio globale.

Il valore della continuità oltre il momento critico

Formare medici in tempi di conflitto geopolitico non è solamente una questione di trasmissione tecnica di competenze. È una scelta deliberata di non lasciare vuoto il futuro. Significa dire agli studenti: il vostro impegno ha senso, la vostra formazione serve davvero, il domani che state preparando adesso è importante per l’umanità.

Questo è il coraggio di cui parla Wiley. Non è il coraggio dei gesti eclatanti, dei risultati clamorosi, delle scoperte che fanno la copertina delle riviste internazionali. È il coraggio della quotidianità consapevole, della scelta di restare, della dedizione a una missione anche quando il mondo circostante suggerisce di fuggire verso lidi più tranquilli e prevedibili.

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