Giudici annullano decreto e parere su opera ANAS a Perugia
Il TAR dell’Umbria ha annullato il decreto del Ministero dell’Ambiente n. 413/2023 e il parere VIA n. 813/2023 sul progetto ANAS del Nodo stradale di Perugia, tratto Madonna del Piano–Collestrada. Con la sentenza n. 225/2026 del 20 maggio, il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso di Italia Nostra APS. TAR Umbria boccia l’opera perché l’intero iter si basava su una Valutazione di Impatto Ambientale del 2006, giudicata inattuale e inefficace. I giudici hanno stabilito che il giudizio di compatibilità ambientale contenuto nella delibera CIPE del 2006 non può più produrre effetti dopo quasi diciassette anni.
La VIA ha durata limitata nel tempo
Il Collegio ha ribadito che i provvedimenti autorizzativi ambientali non hanno efficacia illimitata. Ambiente, tecnologie e contesto socioeconomico mutano. Per questo è connaturata una durata limitata degli effetti. Mantenere valida una VIA del 2006 viola il principio di ragionevolezza dell’art. 3 della Costituzione. Contrasta con la direttiva 2011/92/UE e con l’art. 9 che tutela paesaggio e ambiente. La decisione rafforza la giurisprudenza nazionale ed europea in materia. Impone di aggiornare le valutazioni prima di avviare cantieri.
Nuove ZSC modificano il quadro ambientale
Dal 2006 il territorio è cambiato. Sono state istituite due Zone Speciali di Conservazione. Si tratta dei Boschi a Farnetto di Collestrada e dell’Ansa degli Ornari. La loro presenza trasforma il quadro ecologico dell’area. Il TAR ha rilevato che il giudizio originario non tiene conto di questi vincoli. La Valutazione di Incidenza condotta da ANAS è stata definita insufficiente. È stata svolta senza riferimenti aggiornati e ha incluso aspetti non pertinenti alla VIncA. L’opera avrebbe inciso su habitat protetti senza una analisi adeguata.
Violati i diritti di partecipazione pubblica
La sentenza accoglie le censure sulla consultazione dei cittadini. L’unica partecipazione risale al 2003. Il TAR afferma che il tempo trascorso vanifica le prerogative del pubblico. La Convenzione di Aarhus impone il coinvolgimento quando tutte le opzioni sono aperte. Il Ministero delle Infrastrutture aveva chiesto uno studio di alternative. ANAS non lo ha sottoposto a nuova VIA né a dibattito pubblico. Così è stata negata la possibilità di valutare soluzioni meno impattanti. L’iter ha tradito lettera e spirito della legge europea.
Italia Nostra: vittoria di portata nazionale
“Questa sentenza ha una portata nazionale e inciderà su tutte le realtà che chiedono trasparenza, aggiornamento delle valutazioni ambientali e reale partecipazione dei cittadini” ha dichiarato Marco Sansoni, presidente di Italia Nostra Umbria. Il TAR ha annullato integralmente gli atti impugnati. Ha condannato Ministero dell’Ambiente e ANAS al pagamento delle spese processuali. Per l’associazione il risultato tutela un’area di grande valore naturalistico nella verde Umbria. Riafferma che le grandi opere vanno valutate con strumenti aggiornati. Non con procedure vecchie di quasi vent’anni.
Effetti sulle grandi opere italiane
La pronuncia avrà conseguenze oltre Perugia. Stabilisce che ogni progetto deve ripartire da una VIA recente se il contesto è mutato. Rafforza il diritto dei cittadini a intervenire nelle scelte. Impedisce di usare valutazioni superate per giustificare nuovi interventi. Il principio potrà essere invocato in altre battaglie. Vale dove l’iter amministrativo tradisce le norme ambientali. La sentenza incide sul sistema delle infrastrutture nazionali. Obbliga amministrazioni e proponenti a verifiche attuali e partecipate prima di ogni via libera.

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