A Terni duro atto di accusa per violazioni diritti difesa costituzione
Bufera giudiziaria sul carcere di Capanne dopo la rivelazione di microspie e telecamere nelle aree riservate ai colloqui tra detenuti e difensori. L’autorizzazione sarebbe arrivata dall’A.G. perugina nell’ambito di un fascicolo che coinvolge un avvocato. L’intervento investigativo ha riguardato le stanze dove si svolgono le conversazioni coperte da segreto professionale.
Avvocato Cannevale svela registrazioni su soggetti estranei
A denunciare l’accaduto è l’Avv. Alessandro Cannevale, intervistato oggi da “La Verità”. Il legale parla di captazioni a tappeto che avrebbero intercettato dialoghi tra ristretti e avvocati non indagati. Si tratterebbe quindi di soggetti totalmente estranei al procedimento che ha originato l’attività tecnica. Il dato solleva un allarme immediato sul perimetro delle garanzie difensive.
La Camera Penale di Terni prende posizione dura. Qualora i fatti fossero confermati, la gravità sarebbe massima. Verrebbero violati gli artt. 104 e 111 della Costituzione, oltre all’art. 8 CEDU. Il segreto tra assistito e difensore è pilastro del giusto processo e non tollera compressioni indiscriminate. L’eventuale raccolta di audio e video in quelle salette mina la fiducia nel sistema.
Terni si allinea a Perugia e chiede audizione urgente
L’organismo ternano definisce la vicenda ingombrante e di inverosimile delicatezza. In attesa di conoscere le ragioni che hanno spinto a tale misura, aderisce alla richiesta già avanzata dai penalisti perugini. La Camera Penale di Terni chiede un confronto diretto con il Procuratore Generale. Parteciperà alla riunione per ottenere delucidazioni, nei limiti consentiti dalle norme sul segreto investigativo.
La categoria forense si riserva ogni determinazione successiva. Intanto pretende trasparenza sui presupposti che hanno legittimato le intercettazioni ambientali. Il nodo resta il bilanciamento tra esigenze investigative e diritti inviolabili. Senza risposte chiare, la frattura tra avvocatura e uffici giudiziari rischia di allargarsi. Il caso Capanne diventa test nazionale sulle tutele del colloquio difensivo.

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