TAR Umbria annulla valutazione ambientale, traffico in stallo

TAR Umbria annulla valutazione ambientale, traffico in stallo

Sentenza blocca iter progettuale, criticità aumentano nel Perugino

Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria ha emesso il 20 maggio 2026 una sentenza che annulla il decreto ministeriale di valutazione di impatto ambientale relativo alla viabilità della provincia di Perugia. La decisione interrompe un percorso amministrativo avviato da anni e riapre completamente il dossier sulla criticità stradale nel tratto compreso tra Collestrada, Ponte San Giovanni e il raccordo RA06 della Perugia-Bettolle.

La sentenza del TAR determina un allungamento significativo nei tempi di risoluzione dei problemi strutturali che affliggono la mobilità urbana ed extraurbana della zona. Tuttavia, la pronuncia giudiziale crea anche le condizioni per chiarire posizioni ambigue che hanno caratterizzato l’atteggiamento di vari soggetti istituzionali, politici e sociali coinvolti nella questione.

I nodi strutturali rimangono irrisolti

Nonostante l’annullamento del decreto, le criticità della viabilità persistono e sono destinate ad aggravarsi. I dossier tecnici identificano due ordini di problemi principali. Il primo riguarda l’inadeguatezza della strada statale E45 nel segmento Collestrada-Ponte San Giovanni-Raccordo RA06 rispetto ai volumi di traffico attuali. L’insufficienza della capacità stradale genera rallentamenti, code di autoveicoli e conseguente intasamento della viabilità secondaria, con effetti particolarmente gravi sui quartieri di Ponte San Giovanni, Balanzano e Collestrada. La questione investe l’accessibilità alla città di Perugia, la viabilità regionale e dell’Italia Centrale.

Il secondo aspetto concerne i danni alla salute pubblica causati dall’inquinamento acustico e ambientale generato dal traffico congestionato. L’esposizione cronica agli agenti inquinanti rappresenta una criticità sanitaria rilevante per i residenti e gli operatori economici dell’area.

Interventi insufficienti all’orizzonte

Il progetto del “raddoppio delle rampe”, pur essendo stato portato avanti, non si configura come soluzione strutturale ai problemi identificati. Gli interventi previsti risultano quindi parziali rispetto alla gravità della situazione. La sentenza del TAR, interruttrice del percorso decisionale precedente, rende ancora più urgente l’attivazione di strategie diverse e più efficaci.

Le posizioni delle amministrazioni

La pronuncia giudiziale contribuisce a evidenziare le ambiguità che hanno finora caratterizzato l’operato di diversi attori istituzionali. La Presidente della Regione Umbria e la Sindaca del Comune di Perugia hanno evitato di confrontarsi direttamente sul tema fin dall’inizio del loro mandato, lasciando irrisolti aspetti centrali della mobilità locale e regionale.

Mobilitazione per soluzioni concrete

Le associazioni attive sul territorio, scrive chi Salverà Ponte San Giovanni?,  hanno sinora concentrato l’attenzione sulla sostanza dei problemi, formulando proposte tecnicamente verificate e concrete. Continueranno a operare con fermezza per sollecitare interventi risolutivi. Tra le iniziative previste figura l’interessamento delle amministrazioni locali con proposte concrete dedicate alla regolazione del traffico nel centro abitato di Ponte San Giovanni, capaci di affrontare da subito la gravità della situazione.

La situazione richiede un’azione amministrativa e politica immediata da parte delle istituzioni competenti, poiché non è più tollerabile procrastinare ulteriormente la soluzione di questioni che interessano la salute, la mobilità e lo sviluppo economico dell’area perugina.

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