Il Rimini travolge il Perugia al Curi: 4 a 1 umiliante

Il Rimini travolge il Perugia al Curi: 4 a 1 umiliante

Il Rimini travolge il Perugia al Curi: 4 a 1 umiliante

di Gianluca Drusian
E’ finita in maniera indecorosa ed umiliante la serata del Curi dove il Rimini ha passeggiato ed asfaltato il Perugia di Formisano per quattro reti ad una e con un altra manciata di occasioni fallite in maniera puerile.

Davanti ad uno spettacolo calcistico indegno per la platea perugina e che non lascia adito a nessun tipo di scusante o alibi (nonostante se ne possano trovare nelle assenze di numerosi giocatori e negli errori arbitrali tutti decisivi e determinanti), la debacle casalinga del Perugia ha seriamente lasciato il segno.

Doveva essere una gara della svolta per i biancorossi perugini e, purtroppo, lo è stata ma non nel verso sperato.

Con la sconfitta interna, infatti, la classifica del Perugia risulta essere decisamente deficitaria e colloca i Grifoni nella zona bassa della graduatoria.

Se questo cammino deficitario è in una qualche maniera ricollegabile ad un livello tecnico della rosa allenata da mister Formisano non all’altezza del blasone dei biancorossi, la sonora sconfitta ha aperto delle falle che solo la società potrà e dovrà saper risolvere.

Le lacune tecniche più evidenti, intanto, dovranno essere aggiustate in  corso d’opera mentre altre vicende dovranno  diventare oggetto di attenta analisi.

Dal canto uso il tecnico biancorosso dovrà nel giro di un brevissimo tempo, rimettere i “cocci” a posto e, in attesa che rientrino gli assenti forzati, rivedere qualche scelta fatta fino ad oggi.

Scelte che, anche contro il Rimini, sono sembrate inconcepibili ed ancora una volta sorprendenti soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivo composto da Matos-Bacchin e Di Maggio con Ricci e Palsson costretti a guardare dalla panchina e con delle soluzioni tattiche a contrastare l’inferiorità numerica creatasi dopo l’espulsione di Matos dopo dodici minuti di gioco a dir poco inconcludenti.

L’assetto tattico della squadra del secondo tempo disegnato da Formisano, con il punteggio di tre a uno prima e quattro ad uno poi per il Rimini, con il Perugia costretto a dover giocare in 10, oltre a non aver prodotto gli effetti sperati ha dato l’impressione di aver snaturato totalmente il Perugia rispetto a quanto preparato in settimana.

Per quanto riguarda la cronaca della gara i fatti salienti si possono racchiudere tutti nel giro di quindici minuti.

La prima situazione è quella della rete del Rimini del 4′ viziata da una palla rubata dopo un contrasto su Matos che poteva essere sanzionato con una punizione del Perugia. Ma l’azione, lasciata correre dal direttore di gara, è poi finita sulla testa del bomber Cernigoi, il quale senza marcatura e lasciato libero incautamente dalla difesa perugina, siglava la prima rete ospite.

La seconda situazione segna il minuto 10 quando Bacchin viene ostacolato e placcato in area da un difensore che gli impedisce di impattare di testa con la palla. Rigore sacrosanto non decretato.

Terza situazione al 12′ con Matos che inspiegabilmente viene espulso dal terreno di gioco per frasi ingiuriose rivolte al direttore di gara.

Con questa uscita dal campo, il Perugia non è più riuscito a rimanere in partita con il Rimini che, al 30′ ha chiuso i giochi con la rete di Ubaldi che riprende e colpisce dopo una breve respinta del portiere Gemello.

Il secondo tempo è stato tutto un monologo ospite che prima ha fallito almeno tre limpide occasioni da rete con un clamoroso palo colpito al 57′ da Langella poi si è portato sul tre a zero con un goal fotocopia di quello del primo tempo sempre con Cernigoi.

Al 71′ Cisco riesce a riaprire la gara ma solo per pochi minuti. Al 82′ la conclusione deviata di Garetto chiude definitivamente ogni illusione.

Finita la gara, i sostenitori biancorossi hanno comunque deciso di attribuire un applauso di incoraggiamento ai propri beniamini mentre, al passaggio sul campo del neo-presidente Faroni, l’aria un po’ scocciata e pensante

Promossi: Cisco (anche se un po’ sottotono), Mezzoni (unico a continuare a spingere anche dopo il quattro a uno) e basta.

Bocciati: Gemello (ancora non si capisce se è forte oppure no), Matos (purtroppo è sempre tra i peggiori ed oggi si fa anche espellere), Di Maggio (è giovane ma non sembra avere quella vivacità e rapidità tipica dei teen).


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