Il destino di Oddo sembra segnato è Colantuono il tecnico del futuro?

 
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Il destino di Oddo sembra segnato è Colantuono il tecnico del futuro?

Il destino di Oddo sembra segnato è Colantuono il tecnico del futuro?

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – La “condanna” di Massimo Oddo, sia pure nel segreto di una stanza, forse é stata già pronunciata nelle ore immediatamente seguenti alla partita col Venezia che ha partorito la sesta sconfitta stagionale dei grifoni. I dirigenti – che, secondo il loro stile mantengono uno stretto silenzio e, con questa mancanza di trasparenza, fanno scatenare gli appassionati sulle ipotesi più singolari e cervellotiche (non smentire subito le voci circolate, nel caso che non si trovasse un sostituto degno e si dovesse continuare col tecnico pescarese, sminuirebbe ancora di più la figura di Oddo tra giocatori e tifosi con conseguenze ben comprensibili a tutti) – starebbero cercando un nuovo allenatore per il Perugia.

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L’annuncio – dicono le indiscrezioni – entro questa settimana, così da affidare la “rosa” al nuovo tecnico alla ripresa degli allenamenti fissata per l’8 gennaio in vista della partita di Coppa Italia con il Napoli e della trasferta di Verona, per il campionato, col Chievo.
La storia di Massimo Oddo col Grifo sembra, dunque, arrivata al capolinea dopo appena cinque mesi. Nonostante il “colpo di fulmine” del presidente Massimiliano Santopadre che non finì neppure il giro di consultazioni previsto con altri tecnici in estate, puntando sull’allenatore pescarese da cui – lo dichiarò lo stesso patron – era stato affascinato, addirittura conquistato, dopo poche ore di colloquio a Fiano Romano.

I tifosi, subito dopo la sconfitta con il Leone di San Marco, hanno cominciato ad esprimere, in maniera sempre più tambureggiante, la loro contrarietà ad Oddo e perfino a suggerire al club i nomi di alcuni allenatori: sollevazione spontanea o teleguidata?
Il più gettonato – a leggere i post sui vari social – risulta Serse Cosmi, perugino doc, ma é difficile, se non impossibile, che Santopadre si rivolga all’ “Uomo del Fiume” che nel passato aveva rifiutato.

Più credibile che a salire sulla panchina biancorossa sia Stefano Colantuono, romano come Santopadre, “scoperto” da Luciano Gaucci e allenatore, una quindicina di anni or sono, dei grifoni.

Ma la bocciatura di Oddo (che ancora non sarebbe stato avvertito della “sfiducia”) appare giusta? Davvero motivata?
A guardare i risultati non si direbbe. Il Perugia (nonostante le assenze di giocatori di peso come Angella e Kouan, per un lungo periodo e di Gyombér, Di Chiara, Fernandes, Rosi in momenti nodali dell’ultimo mese; col Venezia la coppia di centrali era formata da Falasco e Sgarbi…) é sesto in classifica (ottavo a considerare la differenza reti) ed a quattro lunghezze dalla terza in classifica.

Se si valuta, poi, come nella graduatoria del monte ingaggi della B, il club si piazzi al dodicesimo posto (cioè tra quelli che spendono di meno) si dovrebbe concludere che il tecnico pescarese ha lavorato discretamente. Poche spese alla cassa, risultati almeno sufficienti in campionato. Da aggiungere che, recuperando gli infortunati e con i dovuti e programmati rinforzi del mercato di gennaio, se non la promozione diretta almeno un terzo o quarto posto potrebbe essere alla portata dei biancorossi.

Comunque qualcosa si é spezzato nel rapporto tra Santopadre e Goretti e, sull’altro fronte, lo staff tecnico. Nell’ultimo mese per due volte Oddo é stato costretto a saltare le tradizionali conferenze stampa pre partita. E alcune uscite – la più clamorosa quella del direttore tecnico di un mese fa con le quali sollecitava, pubblicamente, il ritorno al modulo 4-3-2-1 e aveva dichiarato che la stagione sarebbe stata considerata un “fallimento” in caso di mancata promozione – sono risultate, nel migliore dei casi, poco lungimiranti.

E tali, per di più, da togliere credibilità e autorità al tecnico (non può dipendere da tali fattori il nervosismo di alcuni giocatori, persino del capitano e del vice capitano, oltre a Gyomber la settimana prima, che si sono fatti espellere nella gara coi lagunari?).

Ora chiunque arrivi sulla panchina avrà bisogno di tempo per conoscere la squadra, rodare i moduli prescelti (Colantuono proporrebbe le due punte), organizzare una preparazione fisica che non sarà identica a quella messa a punto dall’attuale staff. Se poi non si individuasse una soluzione tecnica adeguata e si dovesse continuare con Oddo, quest’ultimo con quale spirito e con quale autorità si accomoderebbe in panchina? E i giocatori come lo accoglierebbero?

Problematiche serie, insomma. Ma, Santopadre che, stringe il timone del club da otto stagioni con la maggioranza del pacchetto azionario, ha diritto senz’altro di assumersi la responsabilità delle scelte.

Così come, di contro, a fine campionato, dopo sei stagioni di B (Santopadre aveva annunciato la A nel volgere di tre stagioni) i tifosi e la città, avranno piena facoltà di tirare un bilancio complessivo sulla gestione degli ultimi anni. Molti tifosi, che badano alla solidità economica del club, continuano ad apprezzare la politica della “lesina” del presidente, attentissimo ai bilanci; altri, invece, non gradiscono una gestione che “vivacchia” senza programmazione sul lungo termine, né per quanto riguarda la linea tecnica (tutti gli allenatori sono stati “bruciati”: erano tutti scarsi? Forse.

Ma allora la dirigenza ha tappato per sei stagioni consecutive...), né per quel che concerne l’ossatura della squadra.
Ai tifosi – i primi sponsor assoluti, sotto il profilo economico, del club con oltre 5000 abbonati – non resta che attendere le decisioni nelle “segrete stanze”.

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