Dopo l’affannosa ricerca di un allenatore Santopadre si affida di nuovo ad Oddo

 
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Affannosa ricerca di un allenatore e Santopadre si affida di nuovo ad Oddo

Affannosa ricerca di un allenatore e Santopadre si affida di nuovo ad Oddo

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – “Dietrofront, compagni“. La battuta di Giovannino Guareschi fotografa la situazione di confusione e di incertezza del Perugia calcio. Dopo ore ed ore in cui la società si é guardata intorno, angosciosamente, per individuare un allenatore cui affidare la squadra per i play out, Massimiliano Santopadre, con nonchalance, come nulla fosse, torna sui propri passi e si affida a Massimo … Oddo.

Negli anni Sessanta il cantante Nino Ferrer riscosse un grosso successo con una simpatica canzoncina dal titolo “Al telefono”, in cui, dopo aver elencato tutta una serie di nomi di donna, da Adriana, a Caterina, da Anna Maria ad Elisabetta, si chiedeva “A chi potrei telefonare / per avere un po’ di compagnia…” visto che le prescelte, chi per un motivo chi per l’altro, non se lo filavano minimamente.

Così, ieri mattina, come nulla fosse successo e sempre nel più assoluto silenzio della società (contenti tifosi, vero, del rispetto che vi riserva il club?) Oddo ha tenuto a rapporto i suoi collaboratori ed é poi salito nel bus diretto a Roccaporena di Cascia, dove ha guidato (alle 18,45) l’allenamento dei biancorossi.

Nel frattempo il Perugia ha perduto un altro pezzo: il serbo Slobodan Rajkovic, uno dei rinforzi (si fa per dire) del mercato di gennaio, ha risolto il contratto ed é tornato libero. Pare lo attenda, a braccia aperte, un club della lontana Russia (in Siberia?). Una mensilità in meno da versare per Santopadre, che del risparmio ha fatto una bandiera.

Certo quella delle ultime ore non è stata una operazione di alta diplomazia: prima sbatti l’uscio in faccia al tecnico, gli avanzi critiche pesantissime, ti muovi disperatamente a destra e a manca per individuare un sostituto (da Novellino a Colantuono, da Ravanelli a Calori fino all’allenatore della Primavera, Giovanni Migliorelli) e poi, avendo ottenuto solo cortesi ma metti rifiuti, torni a bussare alla sua porta… bah. Magari dicendogli, con una pacca sulle spalle: “Massimo, vai. Resti il migliore“.
Dilettanti allo sbaraglio.

Pensate allo stato d’animo dei giocatori che hanno visto il loro “conducator”, appeso un pezzo per porta, ed ora lo vedono tornare col bastone del comando… Nutriranno ancora fiducia, autorevolezza, credibilità nel loro mister, il loro capo?
Ma questo passa il convento e questo boccone i tifosi e la città debbono inghiottire.

Magari risultasse la medicina buona per garantire la permanenza in B. Volesse il cielo. Verrà un giorno, a bocce ferme, in cui i tifosi della Curva Nord e quelli del Centro di Coordinamento, forse perfino l’amministrazione comunale, potranno riaffermare, con vigore, quello che pensano e quello che propongono per il futuro.

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