A Salerno Oddo e i grifoni tutti si giocano una fetta di credibilità

A Salerno Oddo e i grifoni tutti si giocano una fetta di credibilità

A Salerno Oddo e i grifoni tutti si giocano una fetta di credibilità

 

elio clero bertoldi

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Guai a piangere sul latte versato, ma un po’ di autocritica i grifoni dovranno pur esercitarla. La squadra di Oddo, a Benevento, almeno nel periodo in cui ha goduto della superiorità numerica (dall’espulsione di Tello a quella di Carraro), avrebbe potuto e dovuto fare di più. “Abbiamo ragionato poco – riconosce Oddo – ci è mancata la pazienza, abbiamo gigioneggiato, non siamo riusciti a far loro male”.

Indietro non si torna, però il tecnico ed i suoi sono chiamati ad analizzare il più approfonditamente possibile il perché di un gruppo che, partito con l’intenzione di spaccare il mondo, ha invece espresso un gioco moscio, lento, prevedibile, partorendo non una montagna, ma un topolino. Tre tiri dalla distanza (uno di Falzerano, due di Rosi, tutti parati) rappresentano un ben misero carniere per chi vuole coltivare ambizioni alte.

Benevento e Salernitana – aveva anticipato alla vigilia il dt Roberto Goretti – diranno a che punto siamo“. Sabato prossimo, pertanto, sarà possibile tracciare, alla luce del test di Salerno, un quadro più esatto dello stato di salute dei biancorossi. La sconfitta, si é rivelata – uno dei pochi aspetti positivi – indolore: il Perugia é quinto in classifica a quota 14 (con la Salernitana), ad un solo punto dalle seconde (Crotone e Empoli), ma anche con un solo punto di distacco sul Chievo, di due da Ascoli, Venezia, Entella, Cittadella, di tre da Pordenone e Cremonese. Ben 11 competitori nello spazio, ristretto, di 4 lunghezze. Incertezza massima, dunque.

Colpo d’ala agli umbri appare lapalissiano

Far notare che all’Arechi occorra un colpo d’ala agli umbri appare lapalissiano. Tuttavia il Perugia che in casa viaggia bene (3 vittorie ed un pari, con 6 gol fatti e 2 subiti), fuori casa arranca (un successo, un pareggio, due sconfitte – sia pure subite con Empoli e Benevento) e segna appena la metà (3 gol) di quanti ne subisca (6 reti). Indizio preoccupante, questo.

In attesa di recuperare Angella

In attesa di recuperare Angella (a metà novembre?), quello che ancora si legge male é un modo di gioco certo, l’identità di squadra. I risultati migliori, in termini concreti e di equilibrio, i grifoni li hanno ottenuti con l’albero di natale (il 4-3-2-1), tuttavia Oddo – per lanciare un messaggio di coraggio ai suoi? – a Benevento ha puntato sui due attaccanti. In questo sistema, almeno allo stato delle cose, il Perugia non si esalta.

Oddo minimizza: “L’intesa tra i due? Gli altri non hanno fatto meglio”. Come dire: l’amalgama è problema generalizzato, di squadra.

Il particolare che dei 9 gol siglati, ben 7 siano a firma Iemmello, potrebbe venire interpretato come un limite (Buonaiuto e Kouan, gli altri autori: uno a testa). Un cecchino principe risulta importante, ma per puntare in alto, bisogna che pure altri giocatori entrino, e prepotentemente, nella classifica marcatori.

Altro aspetto, al momento deficitario, é di natura psicologica: non esplode ancora compiutamente (si è apprezzata solo col Frosinone) la voglia di primeggiare, di vincere. O se si vuole, la “rabbia”, il furore agonistico di squadra. Che non si compra al mercato, né si ottiene con gli allenamenti, ma che deve sgorgare con naturalezza dall’interiorità di ciascuno dei protagonisti in campo. Sapranno Oddo e la dirigenza trovare il modo di accendere, in tempi brevi, questo “fuoco”? Risvegliare quello “spirto guerrier” che ruggisce nel dna di una città carica di storia, non solo calcistica, come Perugia?

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