Via libera ai corridoi umanitari e accoglienza profughi
L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato a maggioranza la mozione presentata dai consiglieri regionali Fabrizio Ricci (Avs) e Maria Grazia Proietti (Pd), volta a chiedere un impegno concreto della Regione per l’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza e l’interruzione di ogni forma di cooperazione militare con Israele. Il documento ha ottenuto 12 voti favorevoli, con l’astensione dei consiglieri Arcudi (Tp-Uc) e Melasecche (Lega).
La mozione mira a sollecitare la Presidenza del Consiglio dei ministri per l’attivazione immediata di corridoi umanitari, basati sul modello già collaudato dal 2015, per consentire l’evacuazione in sicurezza di persone in condizioni sanitarie critiche, soprattutto minori e soggetti fragili. L’obiettivo è replicare l’esperienza positiva dell’accoglienza dei profughi siriani, coordinata con USL, strutture sanitarie umbre e realtà del terzo settore.
Il testo chiede inoltre che la Regione si faccia promotrice di una pressione politica verso il Governo centrale per: il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina, la fine dell’esportazione di armamenti o materiali a uso duale verso Israele, la sospensione del Memorandum di cooperazione nel settore della difesa firmato nel 2003 con Tel Aviv e in scadenza, e la promozione di sanzioni economiche e finanziarie in ambito europeo fino al ripristino del rispetto dei diritti umani nei territori palestinesi.
Fabrizio Ricci, nel presentare l’atto, ha definito “intollerabile” quanto sta avvenendo nella Striscia, denunciando l’assenza di ogni tutela dei diritti umani fondamentali. Ricci ha spiegato che l’Umbria può svolgere un ruolo guida nella mobilitazione umanitaria, facendo rete con le altre Regioni italiane e con le città europee già gemellate con realtà palestinesi, come nel caso di Assisi e Betlemme, per strutturare un’accoglienza diffusa e sostenibile.
L’atto impegna anche l’attivazione di un tavolo di coordinamento regionale, con il coinvolgimento di Anci, enti locali, USL, associazioni laiche e religiose e amministrazioni comunali disponibili, per garantire sostegno psicologico, assistenza sanitaria e sistemazione temporanea alle famiglie evacuate. L’accento è stato posto sulla valorizzazione delle esperienze già maturate nell’accoglienza ai profughi di guerra.
Durante il dibattito, è stata ricordata l’accoglienza recente di una famiglia con bambini piccoli fuggita da Gaza e arrivata a Perugia, grazie al lavoro della Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con la presidente Proietti e l’assessore Barcaioli. Questo caso è stato indicato come modello da estendere, con l’obiettivo di costruire un percorso stabile e condiviso di accoglienza umanitaria.
Maria Grazia Proietti ha criticato l’opposizione per aver abbandonato l’Aula, fatta eccezione per Arcudi. Ha parlato di un peggioramento “ora dopo ora” della situazione a Gaza, con ospedali al collasso, emergenza alimentare per i minori e numerose vittime da arma da fuoco. Secondo Proietti, la mozione rappresenta un atto di responsabilità, coerente con lo Statuto umbro e con i valori della pace e della cooperazione internazionale.
Nilo Arcudi, pur astenendosi, ha riconosciuto alcuni aspetti positivi del testo, ma ha criticato la mancanza di una visione complessiva, sottolineando l’assenza di riferimenti all’attacco di Hamas del 7 ottobre. Ha denunciato gli eccessi dell’offensiva israeliana, ribadendo la necessità di distinguere tra il governo Netanyahu e lo Stato di Israele, evitando ogni ambiguità che possa sfociare in sentimenti antisemiti, fenomeno che ha detto di riscontrare anche in alcune manifestazioni pubbliche.
Il consigliere Cristian Betti (Pd) ha invece sostenuto pienamente l’iniziativa, affermando che non è più possibile “ondeggiare” o tenere posizioni ambigue. Ha evidenziato come il documento approvato identifichi con chiarezza la “parte giusta” e inviti l’Italia ad assumere una posizione chiara sulla politica estera, troppo spesso contraddistinta da timidezza e attendismo. Betti ha fatto riferimento alle parole di Papa Francesco, unico – a suo dire – ad aver espresso in maniera esplicita una condanna morale agli eventi in corso.
L’assessore Fabio Barcaioli ha espresso solidarietà alla chiesa colpita a Gaza e a Padre Romanelli, citando anche episodi avvenuti in Umbria, come atti intimidatori contro esercizi commerciali, come nel caso del ristorante di Città di Castello. Barcaioli ha sottolineato che non si può più giustificare tutto con il 7 ottobre e ha definito la situazione “un genocidio”. Ha quindi chiesto l’applicazione di misure simili a quelle adottate contro la Russia dopo l’aggressione all’Ucraina, ribadendo che la costituzione dello Stato palestinese è condizione necessaria per aprire corridoi umanitari riconosciuti a livello internazionale.
La presidente della Giunta, Stefania Proietti, ha comunicato che l’esecutivo regionale farà propria la mozione e che è intenzione della Regione portare la questione anche in Conferenza Stato-Regioni. Ha ricordato che la famiglia accolta a Perugia è giunta grazie a un ricongiungimento familiare, sottolineando che, per ottenere canali umanitari riconosciuti, è indispensabile che la Palestina venga formalmente riconosciuta come Stato. Proietti ha auspicato un voto unanime dell’Assemblea, ribadendo che la soluzione dei due Stati è l’unica via percorribile. Ha inoltre sottolineato che l’Umbria non ha attualmente rapporti economici diretti con Israele da interrompere.
Nel suo intervento conclusivo, Fabrizio Ricci ha chiarito che la mozione propone la sospensione dei rapporti militari, non la rottura delle relazioni diplomatiche con Israele. Ha condannato ogni forma di antisemitismo, definendolo “fuori luogo” nel contesto del dibattito e precisando che ciò che si denuncia è una strumentalizzazione economica del conflitto, che va oltre lo scontro con Hamas.
In replica, Arcudi ha ribadito che il riferimento all’antisemitismo non riguardava i proponenti della mozione né i partiti di appartenenza, ma fenomeni che si stanno manifestando anche in Italia, come testimoniano le scritte anti-israeliane apparse di recente nel centro storico di Perugia.
Il documento, approvato nonostante l’uscita dell’opposizione dall’Aula, si propone di trasformare l’Umbria in una regione pilota per l’accoglienza dei profughi palestinesi, richiamando valori di solidarietà, umanità e cooperazione internazionale, con un impegno concreto e articolato che abbraccia il piano sanitario, politico e diplomatico.
L’approvazione della mozione rappresenta una svolta simbolica e politica, nel segno della pace, della diplomazia e dei diritti umani, collocando l’Umbria in una posizione di spinta verso un cambiamento sostanziale nella postura internazionale dell’Italia.

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