Fascio Littorio, Maria Grazia Carattoli, vorrei dire la mia su questa querelle
Vorrei dire la mia circa la querelle che tanto appassiona in questi giorni, sperando che venga data voce sulla vostra testata al mio pensiero. Mi piace ricordare che molti sono in città gli esempi architettonici di quel periodo funesto. Perché allora limitarsi alla richiesta di rimozione del fascio, e non esigere l’abbattimento dell’intero mercato coperto, della scuola Ciabatti- ex Littorio, della scuola del XX Giugno, della scuola di Via Fabretti che trova spazio anche nell’edificio ex ONMI – Casa della Madre e del Fanciullo, e via discorrendo?
di Maria Grazia Carattoli
Una cittadina non prevenuta nonché studiosa dell’arte locale
E’ più facile riversare il proprio odio
In sostanza, cancellare tutto quello che è stato costruito nel ventennio. Ma sarebbe una vera follia. E’ più facile riversare il proprio odio su un piccolo fascio che, ricordiamocelo, già era stato simbolo della Roma dei secoli passati. Ricordo che nelle Marche nessuno si scandalizza che Corridonia, puro esempio di architettura del regime, sia integra, ben conservata e costituisca un richiamo per i turisti e rappresenti un punto di riferimento per i cultori dell’arte contemporanea.
| E poi c’è Roma: con lo stesso metro dei perugini, dovremmo biasimare la conservazione dell’EUR o della stazione Termini. Nelle Puglie ho avuto occasione di vedere come alcuni monumenti eretti in quel periodo sono ancora lì, ben curati e visibili. |
Resto allibita dalla “povertà” di pensiero
In conclusione, resto allibita dalla “povertà” di pensiero di quei perugini che riescono a fare “tanto rumore per nulla” intorno alla testimonianze di un pezzo di storia che si può anche biasimare, ma non cancellare.

Ancora se ne parla?
Fenomeo ,pensa alla tua povertà.si parla di un simbolo particolare su un ambiente e puo’ essere una legittima richiesta,rispetto alle testmoninza urbanistiche del periodo che hanno un impatto diverso è l’immagine bellezza…,,