Carcere di Orvieto in crisi, Briziarelli, Lega, porta caso in Parlamento

difficoltà espressa anche da parte del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria

Carcere di Orvieto in crisi, Briziarelli, Lega, porta caso in Parlamento

La difficile situazione del Carcere di Orvieto arriva in Parlamento grazie a un’interrogazione del Senatore umbro, Luca Briziarelli. Il documento è diretto al Ministro della Giustizia e fa riferimento alla situazione di difficoltà espressa anche da parte del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria “nella Casa di Reclusione di Orvieto sussiste, ormai da mesi, una situazione estremamente critica, più volte segnalata dalle Organizzazioni sindacali che hanno stigmatizzato le decisioni della direzione – dice il Senatore del Carroccio – che non tenendo conto degli accordi e delle relazioni sindacali, hanno tra l’altro determinato la richiesta (ancora inevasa da parte del Provveditore Regionale) dell’attivazione della Commissione Arbitrale e la valutazione del ricorso alla Magistratura del lavoro, ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori”.

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Luca Briziarelli – Lega

Per mesi il Sindacato ha segnalato che nel carcere orvietano, a causa delle modifiche dell’organizzazione del lavoro e degli orari di servizio (da tre a quattro turni), si erano oltrepassati i livelli minimi di sicurezza. “Tale situazione, secondo secondo quanto riferito – continua Briziarelli – ha determinato, e continua a determinare, la presenza in servizio di un numero insufficiente di uomini per garantire gli standard minimi di sicurezza per i reclusi e per il personale stesso”.

Questo porta a una difficile gestione anche dei casi di emergenza, l’ultimo avvenuto proprio di recente, il giorno dell’epifania quando un detenuto, dopo essere stato dichiarato incompatibile con la permanenza nel carcere orvietano da parte del servizio psichiatrico, e messo in lista, fin dal 30 dicembre 2019, per essere trasferito presso il reparto specializzato di osservazione della casa di reclusione di Spoleto, ha tentato il suicidio auto inferendosi profonde ferite alla trachea e al volto con una lametta. Per il detenuto il servizio psichiatrico di Orvieto aveva disposto la sorveglianza a vista, ma anche a causa del ridotto numero di agenti in servizio determinato dalla modifica della turnazione, la disposizione era di fatto rimasta inapplicata.

“A tutt’oggi continuano ad essere applicati i quattro turni di servizio nell’organizzazione del lavoro a discapito dei livelli minimi di sicurezza, ecco perché la mia interrogazione è volta a chiedere se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti indicati, se non ritenga opportuno intervenire con urgenza per ripristinare i livelli minimi di sicurezza per i reclusi e per il personale stesso nel carcere di Orvieto ripristinando l’alternanza dei tre turni e se non ritenga opportuno valutare l’operato dell’attuale direttore e del Comandante di Reparto”.

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