Covid, vaccinazioni nella scuola, caos e scaricabarile sulla pelle del personale

 
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Covid, vaccinazioni nella scuola, caos e scaricabarile sulla pelle del personale

“Il caos, dal quale si tenta ora di uscire con il solito scaricabarile, coinvolge anche le vaccinazioni del personale scolastico. Un atteggiamento irresponsabile e gravemente lesivo della salute dei cittadini, che chiediamo di interrompere al più presto”. Così i consiglieri del Partito democratico Tommaso Bori, Simona Meloni, Fabio Paparelli, Donatella Porzi e Michele Bettarelli, commentando “l’incontro dei sindacati della scuola con la Giunta regionale e il commissario per il Covid D’Angelo”.

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“Non è stato previsto il vaccino per i circa 130 dirigenti scolastici – dicono i consiglieri – e in questo caso l’errore è stato imputato ancora al Ministero dell’Istruzione, mentre l’Ufficio scolastico regionale questa mattina ha precisato addirittura di essere stato lasciato fuori dalla Regione nell’organizzazione dei vaccini per il personale scolastico.

Ancora ritardi sulla vaccinazione del personale della fascia 55-65 che, a differenza di quanto avvenuto in altre regioni, in Umbria non ha potuto nemmeno accedere alle prenotazioni. Ma anche questa volta tutto sarebbe stato attribuito a ritardi altrui, nel caso specifico del Ministero della Salute, con la circolare arrivata lunedì e che non avrebbe permesso alla Regione di adeguarsi. È necessario intervenire sul personale oltre i 65 anni che è grandissima parte del mondo della scuola, fare chiarezza su come sarà vaccinato il personale scolastico residente in Umbria ma al lavoro fuori regione. E dare tempi, al momento inesistenti per il personale degli Atenei”.

“In questa situazione di incertezza – proseguono i consiglieri – servirebbero comunicazioni univoche, chiare e il coinvolgimento diretto delle
istituzioni scolastiche, anche nella trasmissione delle comunicazioni. Serve responsabilità e concretezza, quella che hanno dimostrato i sindacati chiedendo l’incontro e ponendo all’attenzione tutte quelle tematiche che la Giunta regionale non aveva considerato, forse per la scarsa conoscenza del mondo scolastico o forse per improvvisazione”.

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