Sanitari no vax aderiscono al ricorso collettivo al Tar

Sanitari no vax aderiscono al ricorso collettivo al Tar

Cento sanitari no vax hanno aderito a un ricorso collettivo al Tar contro le diffide per l’obbligo vaccinale delle due aziende sanitarie locali. Ricorsi simili si registrano in altre parti d’Italia.

“Contro la nostra azienda”, spiega al Corriere dell’Umbria Massimo De Fino, direttore generale Usl Umbria 2, “ne risultano circa cento, al momento. Hanno già avanzato richiesta di sospensiva cautelare al Tar dell’Umbria, che ha fissato l’udienza al 3 settembre. Per questo abbiamo nominato un avvocato per costituirci in giudizio. Ma siamo tranquilli, visti i precedenti in giro per l’Italia”. Il riferimento è ricorsi di operatori sanitari respinti in altre parti del Paese. Il ricorso è cumulativo anche nei confronti dell’azienda sanitaria locale del Perugino. Arriva da un’associazione di avvocati a livello nazionale. All’Usl Umbria 1 sono partite le prime lettere di sospensione senza stipendio. Il primo atto è toccato ieri a un infermiere. Le missive riguardano personale socio-sanitario, infermieri “ma anche qualche medico”, fa sapere il direttore amministrativo Usl 1 Alessandro Maccioni. Per altri 40 dipendenti della Usl 1 “è stata accertata l’inadempienza all’obbligo vaccinale e se entro venerdì non sarà trovata per loro una diversa collocazione che non metta a rischio utenti e il resto del personale anche per loro scatterà la sospensione”. All’Usl 1 sono poco meno di una ottantina (su 4.500 dipendenti complessivi) le posizioni al vaglio della direzione per le mancate vaccinazioni. Delle otto sospensioni già comminate (su circa 80 profili al vaglio) all’Usl 2 “già tre hanno cambiato idea e si sono vaccinati”, spiega ancora De Fino, per questo “abbiamo emesso altrettanti provvedimenti di revoca delle sospensioni”.

 
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