Cinque terapie covid, Ue, finalmente, firma con Gsk farmaci monoclonali

Cinque terapie covid, Ue, finalmente, firma con Gsk farmaci monoclonali

La Commissione Europea ha siglato un contratto quadro di acquisto congiunto con la compagnia farmaceutica britannica GlaxoSmithKline per la fornitura di sotrovimab, una terapia anti-Covid a base di anticorpi monoclonali, che fa parte delle cinque terapie promettenti individuate dall’esecutivo Ue il mese scorso (l’Agenzia europea del farmaco Ema la sta valutando).

  • Sedici Stati membri partecipano all’acquisto

Sedici Stati membri partecipano all’acquisto congiunto di 220mila trattamenti. Sotrovimab può essere utilizzato per pazienti che hanno sintomi lievi della malattia provocata dal Sars-CoV-2 e che non richiedono un supplemento di ossigeno, ma che sono ad alto rischio di sviluppare una forma grave della patologia.

  • Sotrovimab riduce numero pazienti con forme più gravi

Studi in corso, sottolinea la Commissione, suggeriscono che il trattamento precoce con Sotrovimab può ridurre il numero di pazienti che sviluppano forme più gravi di Covid-19 e che richiedono il ricovero in ospedale, compresi i reparti di terapia intensiva. Si tratta, spiega la commissaria alla Salute Stella Kyriakides, del “secondo contratto quadro che porta ai pazienti terapie a base di anticorpi monoclonali“. L’importo del contratto con Gsk non è riportato nella nota.

  • gli Stati membri potranno acquistare Sotrovimab

Finora la Commissione “ha concluso quasi 200 contratti per diverse contromisure mediche, per un valore di oltre 12 mld di euro”, scrive l’esecutivo Ue. In base al contratto con Gsk, gli Stati membri potranno acquistare Sotrovimab se e quando ne avranno bisogno, una volta che avrà ottenuto o l’autorizzazione di emergenza a livello nazionale oppure l’autorizzazione condizionata Ue dopo l’ok dell’Ema.

La Commissione Europea, prima del contratto annunciato oggi, ha effettivamente concluso, pare in aprile, un altro contratto per l’acquisto congiunto di anticorpi monoclonali (Casirivimab and Imdevimab) con la multinazionale svizzera Roche e la statunitense Regeneron, secondo quanto ha scritto Reuters a inizio giugno.

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Questo contratto non è stato comunicato ufficialmente dall’esecutivo Ue almeno fino al 29 giugno, malgrado la rilevanza pubblica dell’informazione. L’unica traccia nel database dei comunicati della Commissione del contratto con Roche e Regeneron sono 4 righe nel comunicato del 29 giugno, che annunciava il portafoglio di terapie contro la Covid-19 considerate promettenti. In quel comunicato il contratto con Roche e Generon veniva menzionato en passant, in quattro righe appunto, come cosa già accaduta, ma non era mai stata comunicata prima.

A quanto si apprende a Bruxelles, la mancata comunicazione sarebbe dovuta ad una richiesta delle aziende. Non è la prima volta, da quando è in corso la pandemia, che un’informazione rilevante per il pubblico viene tenuta riservata in seguito a richieste aziendali: i contratti siglati con le case farmaceutiche produttrici dei vaccini contro la Covid-19 sono stati pubblicati dalla Commissione solo dopo parecchie insistenze, della stampa e del Parlamento Europeo, e solo in versioni coperte ampiamente da omissis.

(Tog/AdnKronos)

 
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