Spoleto, elezioni, deputato Mulè, non si sceglie solo il sindaco

Spoleto, elezioni, deputato Mulè, non si sceglie solo il sindaco

Spoleto, elezioni, deputato Mulè, non si sceglie solo il sindaco. “Il 24 giugno, a Spoleto, non si sceglie solo il sindaco. I cittadini sono chiamati a una grande prova di maturità: hanno la possibilità di mandare un messaggio chiaro non solo alla loro città ma all’Italia intera.

Con il loro voto, infatti, possono marcare un confine netto e invalicabile tra la politica pulita e coerente rispetto a quella torbida fondata sul poltronismo. Bisogna scegliere: stare dalla parte di Umberto De Augustinis o dalla parte del duo Laureti-Bececco. Con De Augustinis ci si schiera dalla parte di un candidato che con la sua squadra è autentica garanzia di trasparenza e competenza, di un candidato che antepone all’opportunismo elettorale la coerenza dei comportamenti; con Laureti-Bececco si sceglie di seguire la liturgia della politica inciucista, quella che nel nome della ricerca del potere sacrifica ideali e storia al punto di consegnare all’oblio la dignità politica.

E’ quella politica che fa stringere accordicchi last-minute travestiti da nobili ragioni ma che in realtà rappresentano miseria e nulla più. Basterà ai cittadini di Spoleto ascoltare le parole veementi pronunciate da Maria Elena Bececco in piazza l’8 giugno, la tensione e la nettezza del suo discorso: le tremava la voce mentre arringava gli spoletini tanto era l’indignazione nel constatare che la sua avversaria Laureti, oggi alleatissima, rappresentava con la sua lista nella migliore delle ipotesi un inganno e nella peggiore una truffa elettorale. Le parole sono pietre: ‘Si ripresentano camuffati, camuffati con una lista civica che tende a nascondere il Pd che lo mette dietro.

Dice, beh: non facciamolo vede’ tanto… perché de danni ne ha fatti parecchio. E quindi va girando così con una lista civica che io chiamo civetta… e si ripresenta ai cittadini con una faccia diversa pensando di rifarsi la verginità da tutti quei danni che ha fatto alla nostra città. E non va bene, io non lo consento’.

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Così diceva Maria Elena Bececco, già bersaglio durante il suo incarico di vicesindaco di un orrendo e irripetibile insulto sessista arrivatole proprio dai suoi nuovi amici del Pd (‘Sono indignato per il basso livello raggiunto da alcuni consiglieri del Pd e del gruppo misto’, commentò il compianto amico e sindaco Fabrizio Cardarelli). Così come grondava indignazione Camilla Laureti quando meno di un anno fa, nella sua veste di assessore alla Cultura, fu vittima del fuoco del Partito democratico con una velenosa mozione di sfiducia.

La accusavano, dopo averle detto di essere arrogante e presuntuosa, anche di “miopia politica”: evidentemente c’è stato un miracolo, Camilla Laureti deve essere diventata una lince perché quello stesso Pd è oggi il suo sponsor principale.

Spoleto è una città che merita rispetto: per averlo pretende da chi avrà l’onore di guidarla innanzitutto coerenza, perché da questo discende ogni altro comportamento. Spiace constatare che Camilla Laureti e Maria Elena Bececco abbiano deciso di consegnarsi ai loro carnefici politici, cancellando la memoria recente e proiettando una luce nefasta sul loro futuro.

Riflettano bene gli amici spoletini: scegliendo Umberto De Augustinis su quella scheda del ballottaggio possono proiettare una luce radiosa per il futuro della nostra città”.

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