Semplificazione l’Umbria lancia la ZES Unica

Semplificazione l'Umbria lancia la ZES Unica

 Piani strategici per le imprese tra Perugia e Spoleto

Perugia, 15 aprile 2026 – L’Umbria accelera sulla strada della competitività industriale attraverso l’attuazione della ZES Unica, puntando tutto sull’abbattimento delle barriere burocratiche. Il coordinatore della struttura di missione, Giuseppe Romano, ha tracciato le linee guida operative durante una serie di incontri istituzionali tenutisi a Perugia e Spoleto. L’obiettivo primario è rendere il territorio regionale un magnete per i capitali esteri e nazionali, offrendo alle aziende percorsi autorizzativi certi e rapidi. La governatrice Stefania Proietti ha ribadito la necessità di un cambio di paradigma che trasformi la pubblica amministrazione in un alleato concreto del tessuto produttivo locale.

Il confronto è iniziato nella mattinata di mercoledì 15 aprile presso la sede della Giunta regionale a Perugia. In questa sede tecnica, Romano ha discusso con l’assessore Francesco De Rebotti le modalità per estendere i benefici del credito d’imposta al maggior numero possibile di comuni umbri. Al centro del tavolo sono finiti l’aggiornamento della Carta degli aiuti e la definizione di strategie mirate a frenare la migrazione delle imprese verso altre aree geografiche. La visione emersa punta a equiparare l’attrattività dell’Umbria a quella del Mezzogiorno, sfruttando le deroghe previste dalla nuova normativa europea e nazionale sulla Zona Economica Speciale.

Il fattore determinante per il successo del progetto risiede nel provvedimento di autorizzazione unica. Questo strumento consente alle società di gestire ogni pratica amministrativa attraverso un’unica istanza centralizzata, eliminando la frammentazione tra i vari uffici competenti. Ridurre i tempi di attesa fino a un limite di 30 giorni rappresenta, secondo Romano, il vero incentivo indiretto che spinge un investitore a scegliere l’Umbria. La struttura di missione agisce come un referente unico, semplificando radicalmente la vita di chi intende aprire nuovi cantieri o potenziare impianti produttivi già esistenti sul territorio.

Durante il focus pomeridiano al Teatro Caio Melisso di Spoleto, sono stati analizzati i dettagli tecnici relativi al credito d’imposta. L’Agenzia delle Entrate ha confermato che la misura copre l’acquisto di macchinari, impianti e immobili strumentali, con una soglia minima di investimento fissata a 100 mila euro. Per quanto riguarda l’anno in corso, la comunicazione preventiva delle spese deve essere inviata entro il 30 maggio 2026. Tale rigore temporale è fondamentale per garantire la copertura finanziaria degli interventi. Le imprese potranno poi trasmettere la documentazione consuntiva all’inizio del 2027 per accedere effettivamente al beneficio fiscale.

Non solo tasse e burocrazia, ma anche una forte spinta alle assunzioni stabili. La direzione regionale dell’INPS ha illustrato i vantaggi contributivi per le aziende che operano nella ZES, prevedendo esoneri totali fino a 650 euro mensili per ogni nuovo lavoratore. Questa misura punta a generare occupazione qualificata, specialmente nei settori ad alto valore tecnologico. L’assessore De Rebotti ha inoltre evidenziato l’importanza di creare un network diffuso di competenze, coinvolgendo anche la rete degli umbri all’estero per intercettare nuove opportunità di sviluppo e valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico attualmente inutilizzato.

La dimensione interregionale è stata garantita dalla presenza della Regione Marche, sottolineando come l’Italia mediana stia agendo in modo coordinato, come riporta il comunicato dell’Agenzia Umbria Notizie – Regione Umbria. La ZES Unica non è più vista come un semplice elenco di agevolazioni, ma come una vera e propria infrastruttura immateriale di sviluppo. Gli amministratori locali sono ora chiamati a un dovere di efficienza per attivare i cantieri in tempi record. La sinergia tra i vari livelli istituzionali e il dialogo costante con l’OCSE serviranno a monitorare l’efficacia delle politiche adottate, assicurando che l’Umbria resti una terra favorevole alla produzione e all’innovazione sociale.

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