La storia di Adolfo Matteucci rivive nel nuovo saggio di Fabei

La storia di Adolfo Matteucci rivive nel nuovo saggio di Fabei

A Perugia un incontro pubblico analizza la figura controversa

di RitaPaltracca

Perugia, 15 aprile 2026 – La pubblicazione dedicata a Adolfo Matteucci firmata da Stefano Fabei per Futura Libri, aggiunge un nuovo tassello alla complessa memoria storica di Perugia. L’autore, che da anni indaga su figure e snodi della storia italiana del Novecento, torna con un lavoro che affronta una biografia controversa, ricostruita con rigore documentario e con una attenzione al contesto politico e sociale in cui maturò.
Il volume “Per la vita e per la morte! Adolfo Matteucci il più fascista di Perugia” sarà presentato venerdì 17 aprile 2026, alle 17:15, nella Sala Consiliare del Palazzo della Provincia, in Piazza Italia,11 nel cuore del centro perugino, durante un incontro pubblico aperto alla cittadinanza che vedrà la partecipazione degli storici Luca La Rovere e Leonardo Varasano, e a Giuseppe Severini, Presidente di Sezione emerito del Consiglio di Stato.

La storia di Adolfo Matteucci rivive nel nuovo saggio di Fabei

Stefano Fabei, classe 1960, è un autore che indaga le zone d’ombra della storia, mediante percorsi di ricerca che attraversano archivi, testimonianze e fonti spesso trascurate. Ha collaborato con riviste specialistiche e pubblicato numerosi saggi dal 1988 ad oggi, dedicati alla storia italiana tra fascismo, guerra e dopoguerra. Negli ultimi anni ha concentrato l’attenzione su figure legate all’Umbria, come il prefetto Armando Rocchi  – “Il prefetto Rocchi e il salvataggio degli ebrei. Perugia – Isola Maggiore sul Trasimeno 1943-1944” (2022); “Armando Rocchi. Il prefetto del Duce a Perugia. Storia di un soldato dalla Grande guerra alla Repubblica Sociale Italiana” (2023) e la “Pazzia a Montebuono Protagonisti, responsabili e vittime della strage nazista dell’8 giugno 1944” (2024). Il nuovo libro prosegue questa linea storica e biografica affrontando una vicenda che intreccia idealismo, violenza politica, disciplina militare e responsabilità individuali.

L’opera ripercorre la vita di Adolfo Matteucci, nato nel 1912 in una famiglia contadina del territorio di Passignano. Rimasto orfano di padre durante la Grande guerra, fu educato da una madre che ne sostenne la formazione culturale. La sua adesione al fascismo maturò in un clima in cui il mito del Duce permeava la società.
Fabei, ne evidenzia come il giovane mantenesse un atteggiamento critico verso alcuni aspetti del regime, la sua esperienza militare lo portò a combattere come legionario in Spagna, nei Balcani e sul fronte russo, dove ottenne diverse decorazioni e durante la Repubblica Sociale Italiana servì come sergente della Polizia provinciale. È in questo periodo che si colloca l’episodio destinato a segnare la sua sorte: l’uccisione del disertore Marcello Lisa, eseguita secondo la ricostruzione su ordine superiore. Il processo che seguì, celebrato a Perugia nel 1945, si svolse in un clima incandescente, segnato da tensioni politiche e desiderio di resa dei conti. Il 4 luglio 1945 Matteucci venne condannato a morte dalla Corte d’Assise di Perugia. L’esecuzione avvenne il 7 marzo 1946, tre mesi prima dell’entrata in vigore dell’amnistia Togliatti. Fu l’unico caso di condanna capitale eseguita in città per sentenza italiana nel dopoguerra. Una ricostruzione sulle ultime ore del condannato, sottolineano la determinazione con cui affrontò la fucilazione, convinto di aver agito secondo il proprio dovere, pur riconoscendo errori e responsabilità.

Il libro non mira a riabilitare né a condannare, ma a restituire una reale e storica complessità, ne ricompone il profilo di un uomo che visse dentro le contraddizioni del suo tempo, tra idealismo, disciplina militare e scelte irreversibili, offrendo l’occasione per discutere non solo la biografia e l’operato di Matteucci, ma elaborando le ferite del proprio passato.

L’ingresso è libero.

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