Sanità rischia caos in Umbria se calano i tempi delle visite

Sanità rischia caos in Umbria se calano i tempi delle visite

Matteo Giambartolomei attacca la Giunta regionale a Perugia

Il dibattito sulla gestione delle prestazioni ambulatoriali in Umbria si accende drasticamente dopo la denuncia presentata in Aula dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Matteo Giambartolomei. Al centro della polemica si colloca la scelta della Usl Umbria 1 di rimodulare i tempi delle visite, una decisione che, secondo l’esponente dell’opposizione, trasformerebbe l’assistenza medica in una sorta di catena di montaggio industriale. La riduzione della durata degli incontri tra medico e paziente, finalizzata ufficialmente allo smaltimento delle lunghissime liste d’attesa, avrebbe generato una frattura profonda tra l’amministrazione regionale guidata da Stefania Proietti e le principali sigle sindacali del settore medico.

Il nodo della sicurezza clinica a Perugia

La contestazione nasce da un dato numerico allarmante emerso durante l’interrogazione consiliare. In alcuni specifici ambiti clinici, il numero di visite inserite nello stesso slot temporale sarebbe aumentato fino al sessanta per cento. Questa accelerazione forzata, denunciata con forza dalle sigle Cimo-Fesmed, Anaao Assomed e Aaroi-Emac, comprimerebbe l’atto medico oltre i limiti della sicurezza. Giambartolomei ha evidenziato come tale provvedimento sia stato adottato in modo unilaterale, senza un confronto preventivo con i professionisti che operano quotidianamente sul campo. Il rischio concreto è che, a fronte di un miglioramento puramente statistico dei tempi di attesa, corrisponda un crollo verticale della qualità delle cure e un aumento esponenziale del rischio clinico per l’utenza.

Autonomia professionale e medicina difensiva

Un aspetto centrale della critica riguarda il contrasto tra queste nuove direttive e il Codice di Deontologia Medica. L’autonomia del medico nella valutazione del singolo caso clinico verrebbe infatti minata da target numerici troppo stringenti. Quando il tempo dedicato alla diagnosi e all’ascolto viene sacrificato, si innesca inevitabilmente il meccanismo della medicina difensiva. I medici, per tutelarsi da possibili errori derivanti dalla fretta, potrebbero prescrivere ulteriori esami o accertamenti, finendo paradossalmente per sovraccaricare ulteriormente il sistema sanitario regionale. La percezione del cittadino, inoltre, risulta fortemente penalizzata. Un paziente che attende mesi per una visita specialistica non può essere liquidato in pochi minuti senza ricevere un’attenzione adeguata al proprio stato di salute.

Richiesta di sospensione e tavoli tecnici

La richiesta avanzata alla Giunta regionale è netta e priva di ambiguità. Giambartolomei sollecita la sospensione immediata delle disposizioni adottate dall’Usl Umbria 1 e l’apertura di un tavolo tecnico permanente con le organizzazioni sindacali. L’obiettivo deve essere la definizione di criteri basati su evidenze cliniche oggettive e non sul mero raggiungimento di obiettivi burocratici. Per Fratelli d’Italia, la risoluzione delle criticità del sistema sanitario umbro passa per una programmazione condivisa che metta al centro la dignità del lavoro dei sanitari e la protezione dei malati. Solo entrando nel merito delle singole complessità cliniche sarà possibile garantire una sanità pubblica che sia davvero efficiente e sicura per l’intera comunità regionale.

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