Sciopero Stf Loterios unisce Fontignano contro la crisi dura

Sciopero Stf Loterios unisce Fontignano contro la crisi dura

Il presidio di Perugia chiede garanzie certe per il futuro

La tensione sociale sale alle stelle a Fontignano dove i cancelli della Stf Loterios sono diventati il simbolo di una resistenza operaia che non intende piegarsi. Nonostante le condizioni meteorologiche avverse, l’adesione allo sciopero proclamato da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil ha raggiunto la totalità della forza lavoro. Oltre sessanta famiglie sono attualmente appese al filo dell’incertezza, vittime di una gestione aziendale che i rappresentanti dei lavoratori definiscono immobile e priva di una visione strategica lungimirante. La proprietà, facente capo a una finanziaria portoghese, è accusata di aver paralizzato un sito produttivo che paradossalmente vanta un portafoglio ordini consistente ma resta incapace di operare per mancanza di investimenti minimi.

Istituzioni in campo per la salvaguardia del polo produttivo

La mobilitazione ha ricevuto un sostegno trasversale dalla politica locale e regionale. Gli assessori umbri Francesco De Rebotti e Simona Meloni hanno presenziato al sit-in insieme ai sindaci del comprensorio della Valnestore, testimoniando la gravità di una crisi che minaccia di desertificare ulteriormente il tessuto industriale di Perugia e dei comuni limitrofi come Panicale e Piegaro. De Rebotti ha confermato che l’amministrazione regionale ha già attivato i canali di contatto con la governance della società. Un incontro decisivo è stato fissato per l’inizio della prossima settimana, con l’obiettivo di pretendere un piano di rilancio trasparente o una via d’uscita che permetta allo stabilimento di proseguire l’attività sotto una diversa guida.

Il paradosso di un mercato vitale senza gestione efficace

Secondo le analisi fornite dai segretari Andrea Calzoni, Nico Malossi e Daniele Brizi, la Stf Loterios si trova in una condizione surreale. Solo un anno fa si ipotizzavano nuove assunzioni per far fronte al carico di lavoro nel settore energetico. Oggi, l’instabilità ai vertici, con il susseguirsi vorticoso di diversi amministratori delegati, ha minato la credibilità dell’azienda presso i grandi committenti internazionali. Il rischio concreto è che il principale cliente possa revocare gli incarichi a causa dell’impossibilità dello stabilimento di reperire i materiali necessari alla produzione. I sindacati denunciano come la mancanza di liquidità stia soffocando l’operatività ordinaria in un momento in cui le richieste del mercato sarebbero invece in forte crescita.

Scelte drastiche per evitare il disastro occupazionale

Le organizzazioni sindacali sono state perentorie nelle loro richieste durante l’assemblea davanti ai cancelli. L’azienda deve scegliere tra investire immediatamente risorse fresche per ripartire o farsi da parte. Esistono manifestazioni d’interesse da parte di altri operatori del comparto metalmeccanico pronti a rilevare il sito di Fontignano e le sue competenze tecniche. La comunità locale non può permettersi la perdita di un’eccellenza che alimenta un indotto vitale fatto di piccole e medie imprese. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è solo un palliativo temporaneo che non può sostituire un vero piano industriale capace di restituire dignità e sicurezza ai sessanta dipendenti coinvolti nella vertenza.

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