Sicurezza sul lavoro, Consigliere Camicia, ancora troppe vittime

 
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Sicurezza sul lavoro, Consigliere Camicia, ancora troppe vittime

Sicurezza sul lavoro, Consigliere Camicia, ancora troppe vittime Tra le proposte anche l’attivazione di uno sportello a supporto psicologico dei familiari delle vittime “Bisogna sempre tenere alta l’attenzione, perché assicurare posti di lavoro più sicuri, a tutti i livelli, è di vitale importanza, così come dare supporto ai familiari delle vittime e dare il giusto sostegno anche alle casalinghe, che spesso non hanno voce”.

Lo ha ribadito il consigliere comunale Carmine Camicia, durante i lavori del Consiglio comunale aperto sul tema “Sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, un tema ancora aperto; aggiornamento 2018”, che si sono svolti, giovedì 13 dicembre, nella Sala dei Notari.

Il consigliere, durante il suo intervento, ha sottolineato l’importanza del confronto tra le istituzioni e le associazioni di categoria: “Al fine di porci delle domande e valutare cosa si può fare. È stata abbassata la guardia? Probabilmente si, e ce lo dicono purtroppo gli ultimi episodi che si sono verificati nella nostra regione”. Il consigliere ha anche ricordato la morte del muratore, avvenuta 10 anni fa nella zona di via dei Filosofi, e a cui il Comune di Perugia ha dedicato una strada: Via dei Conigli.

“L’uomo è caduto dall’impalcatura mentre lavorava – ha raccontato Camicia –, sua moglie è rimasta vedova, con due figlie piccole ed è stata completamente lasciata sola. Si è costituita parte civile ma il tribunale ha deciso che non c’erano responsabilità e la vedova è stata costretta a pagare le spese processuali, con conseguente grave danno economico”.

“Ecco perché ho deciso di presentare un ordine del giorno – ha proseguito – affinché venga attivato uno sportello-ascolto, già presente a La Spezia, che dia sostegno psicologico ai familiari delle vittime e che faccia in modo che non si sentano abbandonati. e, infine, obblighi in questi casi il Comune di Perugia a costituirsi parte civile”.

Altro aspetto da non sottovalutare, per il consigliere Camicia, sono gli infortuni che avvengono in ambito domestico: “Nonostante ci sia una legge nazionale, la 493 del ’99, che dovrebbe tutelare le casalinghe, obbligandole (non sono previste sanzioni) ad attivare una forma assicurativa contro il rischio infortunistico, la legge non viene applicata. Si parla di 8mila morti all’anno, un numero impressionante che supera di gran lunga quello riguardante i deceduti sul lavoro.

Proprio per questo motivo ho presentato un ordine del giorno che obbliga il sindaco a sollecitare il ministero competente affinché modifichi la legge per un’effettiva parità di trattamento tra casalinghe e lavoratori, riconoscendo alle stesse un’indennità temporanea in caso di infortunio domestico, una rendita di valutazione di inabilità permanente superiore ai 15 punti di invalidità e il riconoscimento di malattie professionali tipiche delle casalinghe (dermatiti, epicondilite, tunnel carpale). E, inoltre, venga abolito il limite massimo dei 55 anni di età”.

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