A Fontivegge la scelta di Piazza del Bacio non è stata casuale
Una giornata serena ha accompagnato la celebrazione del Primo Maggio a Perugia, evento organizzato dai sindacati e dal Comune nella simbolica cornice di Piazza del Bacio, nel quartiere di Fontivegge. Dopo anni di pioggia, il bel tempo ha favorito una partecipazione ampia, dando valore a una manifestazione che ha inteso riportare al centro il significato profondo del lavoro come fondamento della Repubblica italiana.
La scelta di Piazza del Bacio non è stata casuale. L’area, nota in passato per problematiche legate al degrado, è stata indicata come esempio di rinascita urbana non affidata esclusivamente a interventi di polizia o azioni repressive, ma piuttosto fondata sulla presenza attiva della cittadinanza. Vivere gli spazi pubblici, partecipare agli eventi collettivi e restituire senso di comunità sono stati gli strumenti messi in evidenza per promuovere un’idea di sicurezza alternativa, costruita su inclusione e condivisione.
Il messaggio dominante dell’evento ha richiamato i valori costituzionali, ribadendo come il lavoro rappresenti il pilastro della Repubblica e la chiave per l’autodeterminazione dei cittadini. Al centro della riflessione, l’attuale situazione occupazionale giovanile, colpita da retribuzioni basse e prospettive precarie. Secondo dati forniti dall’Inps, il reddito medio annuo per molti giovani non supera i 14 mila euro, cifra considerata insufficiente rispetto al costo della vita e tale da impedire percorsi professionali e personali stabili.
Accanto ai problemi legati alla gioventù, è stato evidenziato anche l’impatto dell’invecchiamento demografico in Umbria, che rende urgente ripensare i meccanismi di accesso al lavoro. In questo senso, è stata sottolineata la necessità di percorsi efficaci di integrazione per i nuovi cittadini, così da favorire il loro inserimento attivo nel mercato del lavoro, contribuendo così anche alla tenuta del sistema produttivo regionale.
L’attenzione si è concentrata anche su chi è alla ricerca di occupazione, per cui è stata auspicata una riforma dell’orientamento e della formazione professionale. L’obiettivo dichiarato è costruire un sistema capace di mettere in comunicazione reale domanda e offerta, creando sbocchi concreti e sostenibili.
Un tema centrale dell’iniziativa è stato quello della sicurezza sul lavoro, considerato una vera e propria emergenza, soprattutto in Umbria. La regione, infatti, figura ai vertici nazionali per numero di infortuni e vittime sul lavoro, con cinque o sei decessi già registrati nei primi mesi del 2025. Un dato ritenuto allarmante e che ha portato a richiamare l’urgenza di rafforzare la cultura della prevenzione, dell’educazione alla sicurezza e della formazione continua.
È stato ribadito che questi temi non possono essere affrontati solo nei momenti di emergenza o in occasione di eventi commemorativi. La sicurezza deve rappresentare un impegno quotidiano, integrato in ogni aspetto della vita lavorativa, per impedire che nel 2025 si possa ancora morire a causa del proprio impiego.
L’iniziativa del Primo Maggio è stata l’occasione per sottolineare anche il ruolo delle istituzioni locali. L’amministrazione comunale ha posto l’accento sull’importanza di restituire centralità al lavoro di qualità e dignitoso, condizione ritenuta essenziale per la costruzione di una società giusta. È stato ricordato come il lavoro, come espresso anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rappresenti un elemento fondante della libertà e della dignità individuale.
In un contesto sempre più segnato da precarietà e lavoro povero, la richiesta è stata quella di riportare il lavoro al centro delle politiche pubbliche, con misure capaci di garantire stabilità e giuste retribuzioni. Si è parlato anche di salario minimo garantito, tema già affrontato dal Consiglio Comunale e oggetto di prossime intese con le organizzazioni sindacali. L’obiettivo è colmare le lacune normative che alimentano la cosiddetta “zona grigia” del lavoro, dove i diritti vengono spesso compressi, in particolare nei meccanismi complessi dei subappalti.
Il lavoro, è stato ribadito, non è ancora un diritto garantito per tutti. In particolare, le categorie fragili continuano a incontrare ostacoli nell’accesso al mercato. Un’attenzione particolare è stata riservata alle persone con disabilità e ai percorsi di inclusione lavorativa, considerati fondamentali per una società equa. Parimenti, è stato ribadito l’impegno per le politiche di genere, affinché anche le donne possano accedere al lavoro in condizioni di parità, con pari opportunità di crescita e tutele adeguate.
La festa del Primo Maggio a Perugia ha così assunto un valore che è andato ben oltre la celebrazione rituale. L’appuntamento ha rappresentato un momento collettivo per riaffermare valori fondanti e riflettere sulle sfide aperte. Dal riconoscimento del lavoro come strumento di dignità alla richiesta di sicurezza e inclusione, l’evento ha voluto rilanciare un messaggio chiaro: il lavoro non deve essere solo un diritto formale, ma un’opportunità reale, stabile, protetta e accessibile a tutti.
In conclusione, Piazza del Bacio si è trasformata in un simbolo di riscatto e di speranza, in cui la cittadinanza ha potuto ritrovarsi per ribadire il valore della partecipazione attiva come strumento per rendere vivi gli spazi urbani e per riaffermare l’importanza di una Repubblica davvero fondata sul lavoro, nella sua forma più piena, sicura e inclusiva.
Stefania Proietti – Presidente della Regione Umbria
Il lavoro è il cuore pulsante della dignità umana e della coesione sociale. Celebrare il Primo Maggio significa rinnovare il nostro impegno a costruire una società più giusta, che metta al centro la persona e riconosca nel lavoro il fondamento della libertà e della democrazia. Oggi, Primo Maggio, la Regione Umbria si unisce idealmente a tutte le donne e gli uomini che con il loro impegno quotidiano contribuiscono alla crescita della nostra comunità. È la Festa del Lavoro, ma soprattutto delle lavoratrici e dei lavoratori. Una giornata di memoria e di futuro, che ci richiama alla responsabilità di garantire a ogni cittadina e cittadino la possibilità di un impiego dignitoso, sicuro e giustamente retribuito. Il lavoro resta la leva più potente per combattere le disuguaglianze, per valorizzare i giovani e sostenere le famiglie, per offrire speranza a chi oggi si trova ai margini. L’Umbria ha il dovere di farsi terra generativa di nuove opportunità, capace di trattenere i talenti e di attrarre imprese sane, innovative e responsabili. Il Primo Maggio ci invita anche a riflettere sulle tante forme di precarietà che ancora oggi colpiscono soprattutto i più giovani, le donne, chi vive nelle aree interne, chi ha disabilità o proviene da percorsi di vita difficili. A tutte queste persone va il nostro pensiero e il nostro impegno concreto. Come Presidente della Regione Umbria, rinnovo la volontà di lavorare, insieme alle parti sociali, alle imprese e alle istituzioni, per politiche attive del lavoro più efficaci, per la promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro – che resta una priorità assoluta – e per un sistema formativo in grado di rispondere ai cambiamenti del mercato senza mai perdere di vista la centralità della persona. Festeggiare il Primo Maggio significa anche dire con forza che nessuna crescita economica è davvero sostenibile se non si traduce in benessere diffuso, equità e diritti. Lavoriamo per un’Umbria che non lasci indietro nessuno, che faccia del lavoro buono e giusto la base di un nuovo patto sociale, fondato sulla solidarietà e sull’inclusione. Alle lavoratrici e ai lavoratori, agli studenti che si affacciano al futuro, a chi ha perso il lavoro e non smette di cercarlo, a chi ogni giorno affronta sfide e fatiche spesso invisibili, rivolgo un pensiero grato e sincero. La vostra dignità è la nostra forza. Buon Primo Maggio a tutte e a tutti. Con l’augurio che sia ogni giorno, in Umbria e nel Paese, una festa del lavoro che crea vita, speranza e futuro.































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