Inclusione disabilità accelera la riforma anche dentro Terni
La decisione del Governo di estendere alla provincia di Terni la sperimentazione della riforma sulla disabilità segna un passaggio rilevante per l’Umbria, che vede così riconosciuto il lavoro avviato negli ultimi mesi per uniformare l’intero territorio regionale al nuovo modello nazionale. L’inclusione del comprensorio ternano, accanto a quello di Perugia già coinvolto nella fase iniziale, consolida la posizione dell’Umbria tra le realtà più attive nel percorso di semplificazione dell’accertamento dell’invalidità civile e nell’introduzione della valutazione multidimensionale, strumento cardine per la costruzione del Progetto di Vita personalizzato.
Un ampliamento che rafforza la strategia regionale
L’estensione della sperimentazione, operativa dal 1° marzo 2026, rappresenta un tassello decisivo nella strategia regionale orientata a superare frammentazioni storiche e a garantire un sistema più equo e coerente. La scelta del Governo conferma la linea già adottata dalla Regione, che aveva anticipato nei fatti l’applicazione del nuovo modello anche nel territorio ternano, ritenendo indispensabile un approccio uniforme per assicurare diritti e percorsi personalizzati a tutte le persone con disabilità.
La presidente regionale Stefania Proietti ha sottolineato come l’ingresso di Terni nella sperimentazione sia il risultato di un lavoro politico e istituzionale condotto con continuità, in dialogo costante con l’esecutivo nazionale e con le comunità locali. La Regione aveva infatti sostenuto con determinazione la necessità di includere entrambe le province, convinta che la riforma potesse produrre effetti concreti solo se applicata in modo omogeneo sull’intero territorio.
Un modello che punta sulla persona e sui territori
Il nuovo impianto normativo introduce un cambio di prospettiva significativo: non più un sistema centrato esclusivamente sulla certificazione sanitaria, ma un percorso che valuta la persona nella sua globalità, considerando bisogni, capacità, contesto sociale e obiettivi di autonomia. La valutazione multidimensionale, cuore della riforma, diventa così lo strumento attraverso cui costruire un Progetto di Vita realmente aderente alle esigenze individuali.
Per l’Umbria, l’estensione della sperimentazione a Terni significa consolidare un modello che punta a rafforzare la rete dei servizi, migliorare l’integrazione sociosanitaria e favorire una partecipazione più attiva delle comunità locali. L’obiettivo è creare un sistema capace di incidere nella quotidianità delle persone, riducendo disuguaglianze e garantendo un accesso più semplice e trasparente alle prestazioni.
Un passo avanti per famiglie e istituzioni
La riforma, nella sua applicazione regionale, si traduce in un impegno concreto verso una maggiore inclusione sociale, con ricadute dirette sulle famiglie che da anni chiedono procedure più chiare, tempi certi e un accompagnamento più efficace nei percorsi di assistenza. L’ingresso di Terni nella sperimentazione consente di ampliare la platea dei beneficiari e di testare il nuovo modello in contesti diversi, offrendo un quadro più completo per la futura implementazione nazionale.
La Regione Umbria, con questa estensione, ribadisce la volontà di investire in politiche pubbliche capaci di generare cambiamenti tangibili, mettendo al centro la persona e costruendo un welfare territoriale più moderno, integrato e vicino ai bisogni reali.

Commenta per primo