La ricetta di Matteo Salvini per fare il bis dell’Umbria in Emilia

La ricetta di Matteo Salvini per fare il bis dell'Umbria in Emilia

La ricetta di Matteo Salvini per fare il bis dell’Umbria in Emilia

Parola d’ ordine: allargare, coinvolgere, condividere. Il piano di Matteo Salvini per vincere le regionali in Emilia-romagna e’ definito. L’ aria che i leghisti respirano in Regione e’ buonissima e il segretario leghista e’ convinto ormai di poter “liberare” l’ Emilia-romagna, il 26 gennaio, come gia’ ha rivendicato di aver fatto con l’ Umbria.

La prossima settimana aprira’ ufficialmente la campagna elettorale della ‘ sua’ Lucia Borgonzoni, e per l’ occasione ha affittato il Paladozza di Bologna.

Alla campagna ‘ porta a porta’ , ‘ tra la gente’ – nella pura tradizione ‘ salviniana’ – con tappe in tutte le sagre di paese da qui a fine gennaio, il capo di via Bellerio affianchera’ per la prima volta una strategia di grande apertura della Lega al ‘ civismo’ per conquistare la roccaforte ‘ rossa’ . “Le civiche che sosterranno la mia candidatura saranno due, ci sto ancora lavorando.

E saranno rappresentative del mondo legato all’ associazionismo e alle categorie professionali”, spiega Borgonzoni all’ Agi. “Per la prima volta ci sara’ una rete di amministratori locali civici, sindaci non legati ai partiti, che crede nel cambiamento e ci sostiene, mentre altre volte erano piu’ intimoriti”.

“In Regione si respira la voglia di cambiamento, voglia che c’ era gia’ per le politiche ma che si e’ accentuata negli ultimi mesi. Chi non abita in Emilia-romagna crede a un’ immagine di Regione in cui tutto funziona: ma chi abita in Regione sa che ci sono cose che non vanno anche qui.

All’ ospedale Sant’ Orsola di Bologna, le operazioni chirurgiche per tumore alla prostata entro il tempo a settembre sono state il 40%. In agricoltura i fondi europei alle aziende sono fermi al 2017, mentre dove governa la Lega la Regione li ha anticipati per gli anni successivi. Il turismo va sviluppato di piu’ , la nostra montagna sta morendo.

Dagli anni Novanta promettono le stesse infrastrutture“, sostiene. La plastic tax, poi – prosegue Borgonzoni – e’ una “follia, rischia di mettere in ginocchio un settore che impiega 17mila persone: Bonaccini ha promesso che trovera’ una soluzione, vediamo. Ma e’ tutta responsabilita’ dei suoi amici al governo”.

Quarantatre’ anni, ex designer diplomata all’ Accademia di belle arti di Bologna e nipote del pittore Aldo Borgonzoni, la senatrice leghista e’ stata scelta da Salvini stesso.

Sali’ alla ribalta delle cronache nazionali nel 2014, quando, durante un sopralluogo in un campo Rom alla periferia di Bologna, si prese un sonoro schiaffo da una abitante del campo.

Poco tempo dopo, alle comunali del capoluogo emilia-romagnolo, nel 2016, prese il 22,3%. Candidata nel marzo 2018, e’ stata eletta a Palazzo madama e, nel governo Conte I ha ricoperto il ruolo di sottosegretario ai Beni culturali. I consensi della Lega in Regione sono stati un ‘ crescendo’ negli ultimi anni.

Alla politiche del marzo 2018 il partito di Salvini ha superato il 19%; con M5s al 27% e Pd 26%. Proporzioni invertite in poco piu’ di un anno, alle europee di maggio, quando la Lega e’ salita al 33,8%, segnando il sorpasso sul Pd (31,2%), mentre il Movimento 5 Stelle e’ sceso al 12,9%. Gli ex lumbard poi hanno conquistato due Comuni storici, come Forli’ e Ferrara.

Sia Silvio Berlusconi che Giorgia Meloni – spiegano dai rispettivi staff – saranno impegnati in prima persona nella campagna a sostegno della candidata leghista. Salvini e’ convinto che davanti a una eventuale vittoria in Emilia-romagna avra’ ripercussioni pesanti sulla tenuta del Pd e del governo con i 5 stelle, da piazza San Giovanni, ha dato la primavera 2020, con la conclusione della tornata di regionali, come ‘ scadenza’ dell’ esecutivo Conte II.

I tre leader del centrodestra, pero‘ , devono ancora concludere il ‘ puzzle’ dei candidati nelle altre Regioni. C’ e’ il nodo Calabria, che dovrebbe andare al voto con l’ Emilia il 26 gennaio, dove Forza Italia ha candidato Mario Occhiuto, ma la Lega non e’ convinta perche’ ha alcune inchieste in corso.

‘ Il Giornale’ oggi ipotizzava la candidatura del fratello, Roberto Occhiuto, deputato di FI, mentre ha rinunciato il senatore Giuseppe Mangialavori, sempre di FI, noto senologo. Altro nodo e’ FdI. Forte della crescita in Umbria e nei sondaggi, il partito di Giorgia Meloni, vorrebbe un proprio candidato, oltre che nelle Marche e in Puglia, anche alla presidenza della Regione Toscana, Regione che spetterebbe alla Lega.

“Secondo la divisione attuale – lamentano in FdI – la lega governerebbe in Regioni con una popolazione complessiva di 16 milioni di abitanti; 5 milioni Fi e a noi rimarrebbe solo l’ Abruzzo che ha poco piu’ di un milione di abitanti. Questo squilibrio va corretto”.

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