Incendio Ponte San Giovanni, Liberati Carbonari, rogo mette in luce carenze Arpa

Arpa Umbria, M5S, la giunta faccia rispettare la legge

Incendio Ponte San Giovanni, Liberati Carbonari, rogo mette in luce carenze Arpa

“Il rogo della Biondi Recuperi a Perugia ha messo in luce alcune carenze di Arpa Umbria, relative a inesistenti reperibilità (“la pronta”) sia del mezzo mobile che del laboratorio, in una cornice di estesa criticità territoriale, con le comunità locali che hanno notoriamente perso da anni, sia a Perugia che a Terni, apicali, strutture dipartimentali, autonomie operative e gestionali, con una concentrazione di potere e di influenza nelle mani della sola persona del Direttore generale uscente”.

Così il consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari secondo i quali, “naturalmente, la Regione ha le sue grosse responsabilità per aver avallato ogni atto dell’attuale direzione, ma forse è ancor più esecrabile il mutismo nuovamente dimostrato dinanzi a gestori privati di piattaforme rifiuti che dovrebbero tutti esser posti sotto stretta vigilanza rispetto alle questioni dei limiti dello stoccaggio, del controllo della provenienza e della rivendita dei materiali, a maggior ragione dopo le interdittive antimafia del 2015”.

“Il fatto che ieri le Rsu, insieme ai sindacati Fials-Cgil-Cisl-Uil – continuano i consiglieri pentastellati -, abbiano sospeso i rapporti con Arpa, la dice parimenti lunga su un modello organizzativo irregolare che fa acqua da tutte le parti, come dimostrano molteplici fatti avvenuti in questi tempi, con la riduzione delle visite ispettive presso le aziende sottoposte ad Aia (Autorizzazione integrata ambientale), naturalmente dovuta a note questioni di ‘organico’, come dichiarato pochi giorni fa in Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti, l’assoluta assenza di informazione in merito ai controlli a campione, la mancata trasmissione di informazioni ambientali a consiglieri regionali, associazioni e comitati”.

Per Liberati e Carbonari, “un modo di fare che accresce il caos generale e getta nell’angoscia i dipendenti stessi, comportando una deregulation di fatto che fa certo piacere soltanto agli inquinatori seriali, fino a quelle ecomafie che il Direttore generale uscente dichiara a ogni pie’ sospinto di voler combattere”. (Acs)

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