Vicenda Perugina-Nestlè, Liberati Carbonari alla Giunta, ma di chi è la colpa?

Vicenda Perugina-Nestlè, Liberati Carbonari alla Giunta, ma di chi è la colpa?

Vicenda Perugina-Nestlè, Liberati Carbonardi alla Giunta, ma di chi è la colpa? I consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari annunciano un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta per sapere “se e quali urgenti iniziative, nell’ambito delle proprie competenze e in accordo con Governo ed enti locali, intenda assumere per acquisire un quadro più chiaro della vicenda Perugina-Nestlè”; inoltre “se e quali eventuali responsabilità politico-sindacali si siano registrate nella gestione della vertenza e quanti lavoratori avrebbero usufruito della cosiddetta sospensione, come previsto nell’accordo del 23 maggio scorso), comunicando inoltre come vorrà favorire il ricollocamento dei lavoratori licenziati, anche con la collaborazione della neoistituita Agenzia regionale per le politiche attive della Regione Umbria”.

Per i consiglieri pentastellati emergerebbe una “grave sottovalutazione” del Piano industriale, così come si evincerebbe dalle notizie di stampa che riportano “gli esuberi della fabbrica di cioccolato di San Sisto, che entro la fine di giugno entrerà a regime con 613 dipendenti anziché 850. L’accordo non prevede né licenziamenti né proroghe della cassa integrazione in scadenza a giugno: per ognuno dei 364 esuberi dichiarati è stata trovata una soluzione concordata con l’azienda, tra ricollocazioni interne ed esterne, esodi volontari e prepensionamenti.

Sono 146 le persone incentivate all’esodo, 35 i prepensionamenti, poi una ricollocazione in un’altra azienda con l’incentivo di Nestlè; tutti gli altri saranno ricollocata in azienda: 10 nel gruppo Nestlé al di fuori di San Sisto e 172 a Perugia, con contratto part-time semestrale a tempo indeterminato” Nell’atto ispettivo, Liberati e Carbonari citano anche una lettera avente ad oggetto “Procedura di riduzione di personale”, dove Nestlè Italiana avrebbe comunicato la “necessità di dover procedere al licenziamento di 180 lavoratori, tra cui moltissime donne, dell’unità di Perugia, viale San Sisto, i quali risulterebbero strutturalmente in esubero in seguito all’accordo del 7 aprile 2016”.

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