Arresti Umbria, si indaghi sugli appalti della sanità umbra

 
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Arresti Umbria, si indaghi sugli appalti della sanità umbra

dal M5S Regione Umbria
Arresti Umbria, si indaghi sugli appalti della sanità umbra
La moltitudine di possibili reati commessi dal ‘sistema’ politico-amministrativo umbro hanno immediatamente indotto il Ministro Giulia Grillo ad aprire l’Unità di crisi del Dicastero della Salute

“Il quadro della vicenda – commenta il Ministro – è molto grave. Per la parte che attiene al mio Ministero effettueremo ogni verifica che ci compete. Quando c’è di mezzo la salute dei nostri cittadini non possiamo permettere che gli abusi di una certa politica, di un cattivo modo di amministrare la sanità, sporchino il lavoro di tanti operatori che ogni giorno con sacrificio sostengono il SSN. Cacceremo le mele marce, subito, perché non può esserci salute senza legalità”.

Oggi alle 16, nella sede del dicastero di Lungotevere Ripa, si riunirà pertanto l’Unità di crisi permanente alla presenza del Ministro con il compito di accertare se, e in quale misura, in conseguenza delle vicende giudiziarie siano stati commessi reati contro la Pubblica amministrazione e impedimenti nell’erogazione dei servizi sanitari ai cittadini.

L’Unità di crisi permanente del Ministero ha il compito di individuare con tempestività procedure e strumenti atti a ridurre il rischio di ripetizione di eventi infausti o di particolare gravità che si verificano nell’ambito delle attività di erogazione delle prestazioni da parte del Servizio sanitario nazionale e di coordinare gli interventi a tal fine necessari per rendere più efficiente e immediata l’azione del Ministero e delle altre istituzioni competenti.

Negli ultimi mesi era stato particolarmente forte il raccordo del Gruppo M5S in Regione Umbria con il Ministro della Salute Giulia Grillo e con la Commissione Sanità del Senato, diretta da Pierpaolo Sileri. Particolare attenzione veniva posta sul rischio di condizionamento politico-amministrativo sugli appalti, con possibili profili di ulteriori, gravi irregolarità nella gestione delle risorse pubbliche, così come era stato rilevato anche dai relativi collegi sindacali delle Aziende Ospedaliere, mentre numerose e preoccupanti questioni giudiziarie erano già state aperte a carico degli stessi soggetti apicali oggetto degli odierni provvedimenti, con rapporti istituzionali sempre più compromessi tra aziende sanitarie e Università.

In una conferenza stampa dell’ottobre scorso, il Gruppo M5S in Regione Umbria aveva puntualmente ricordato come, a partire dal 2014, fossero sistematicamente emersi problemi e irregolarità gravi, soprattutto per la violazione del Codice degli appalti. Un comportamento reiterato che i collegi sindacali hanno denunciato per anni, con rilievi circostanziati. Nessuno comunque aveva poi fatto nulla, consentendo il ripetersi di una prassi fuori dalle regole, probabilmente andata avanti fino ai nostri giorni.

Maria Grazia Carbonari, membro M5S della Commissione Sanità in Regione, evidenziò già all’epoca come, nelle relazioni tecnico-finanziarie, ci fossero denunce circostanziate di proroghe continue degli appalti andate avanti per anni, senza applicare il ribasso previsto dalla legge, problemi sugli acquisti di materiale a volte illegittime, assegnazione di incarichi professionali su cui sono stati chiesti chiarimenti mai dati, problemi nei bilanci. Emergeva una gestione delle risorse disinvolta.

Andrea Liberati, capogruppo M5S in Regione, aveva pertanto richiesto unitamente alla collega Carbonari l’intervento governativo, avviando un serrato raccordo in direzione della trasparenza, del merito e della professionalità nella Sanità pubblica.

Ancor più recentemente, a fine marzo, il Gruppo M5S aveva evidenziato l’anomalia del “commissariamento politico” dei vertici della Sanità da parte della Giunta regionale umbra.

Catiuscia Marini aveva infatti deciso di commissariare e, al contempo, prorogare per tre mesi i direttori generali – già scaduti- di Aziende ospedaliere e ASL: prima delle Europee e delle Amministrative, l’ultimo maldestro tentativo di nascondere gravissime criticità gestionali e operative, nell’ambito di una questione morale ampia, irrisolta e di lunga data.

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