Calcio, il Perugia é partito senza Vanbaleghem, obiettivo: riportare punti

 
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Il Perugia alla ricerca della serenità Caserta: “Mai più approcci errati”

Calcio, il Perugia é partito senza Vanbaleghem, obiettivo: riportare punti

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – “Deciderò all’ultimo momento chi mandare in campo. Qualcosa cambierò valutando chi non avrà recuperato la fatica…”
Fabio Caserta é partito con 22 giocatori per la Lombarcia, tra i quali pure Falzerano e Monaco, ed il primo vanta buone chance di tornare a far parte dell’undici di partenza.

Il tecnico offre anche due pennellate per descrivere l’avversario di turno, il Mantova: “Si schierano con il 4-3-3, sanno attaccare bene la profondità, prediligono costruire la manovra partendo da dietro. Dovremo sapere dosare le energie come abbiamo fatto ad Arezzo. Non solo: dovremo essere bravi nella fase difensiva, senza concedere ripartenze ai rivali e saremo chiamati a non forzare le giocate. Il nostro obiettivo? Tornare con un risultato positivo anche per lavorare con maggiore tranquillità e serenità”.

Sulle troppe reti subite il suo pensiero appare molto netto. Osserva: “Crescere é la prima cosa da ricercare. Stiamo insieme da appena un mese. I gol dicono che c’é qualcosa di non corretto nel nostro gioco. Ma gli errori sono più di tipo individuale che collettivo. Se ne esce lavorando sodo.”

Difende la posizione fatta assumere in campo da Federico Melchiorri. “Non lo vedo centrale, con le spalle alla porta, perché limiterei le sue qualità. Gli chiedo di partire esterno e di venire dentro, perché é un attaccante duttile e tra le linee si può muovere meglio e soprattutto può segnare.”

Allo stesso tempo tutela e spiega il gioco che suggerisce di fare ai suoi tre centrocampisti. “Li voglio molto mobili. Propugno la rotazione tra i tre. Se gli avversari marcano ad uomo Burrai gli altri due debbono muoversi all’unisono, uno indietro e l’altro in avanti, per non concedere punti riferimento.”

Tra i convocati non figura Valentin Vanbaleghem, di cui traccia questo profilo: “Presenta caratteristiche diverse da tutti gli altri centrocampisti. É un mancino, con un buon piede e si avvale di molta fisicità. Pian piano si integrerà e ci fornirà una grossa mano”.

Per l’arrivo di Vanbaleghem, 24 anni, centrocampista francese (svincolato) originario di Lomme-Lilla e che ha militato nella serie terza e seconda serie dei campionati transalpini, sono state suonate trombe e chiarine. Il suo ultimo domicilio conosciuto é “La Berrichonne Chateauroux”, con cui ha messo insieme una ventina di presenze. Gli squilli sembrano, al momento, un pochino esagerati.

Valentin ha giocato, infatti, con le maglie del Losc Lilla nelle Fiandre francesi, a livello giovanile, ne Les Herbiers in Vandea e, appunto, nel “ducato di Chateauroux”, uno dei tanti titoli del principe di Condé, il Grande Condé (1621-1686) come lo chiamano ancora di là dalle Alpi, il comandante che ha vinto quasi tutte le battaglie combattute, tanto da meritare l’appellativo di “Alessandro Magno di Francia”.

Per ora, se proprio vogliamo attribuire a Vanbaleghem un titolo, sia pure onorifico, non é possibile né corretto definirlo principe e neppure duca, ma al massimo “valvassino”, il grado più basso della nobiltà. E, nell’auspicio che maturi al meglio, si potrebbe abbreviare il suo nome, di ben undici lettere, in “Vava” (iniziali del nome e del cognome), sperando che il francese si avvicini almeno un poco al valore del famoso calciatore, compagno di Pelé, nel leggendario Brazil, di cui i calciofili della mia generazione snocciolavano, come in una allegra cantilena, l’intera formazione.

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