Brunello Cucinelli [VIDEO] respinge accuse di vendite in Russia

Brunello Cucinelli respinge accuse di vendite in Russia
credits: Brunello Cucinelli

La maison del lusso valuta azioni legali contro dossier critico

Un’ondata di tensione ha scosso il titolo Brunello Cucinelli a Piazza Affari, dove il gruppo del lusso umbro ha perso oltre il 13% dopo la pubblicazione di un rapporto critico redatto da Morpheus Research. Secondo il dossier, la maison avrebbe continuato a distribuire prodotti di fascia altissima sul mercato russo, aggirando così le limitazioni imposte dall’Unione Europea ai beni di lusso a seguito della guerra in Ucraina.

Il documento della società di ricerca, che si aggiunge a precedenti ricostruzioni di testate internazionali come il Financial Times, sostiene che la griffe non avrebbe interrotto del tutto la sua presenza in Russia. Le contestazioni puntano il dito su una presunta prosecuzione delle vendite di capi e accessori, nonostante le disposizioni europee fissino vincoli stringenti sul comparto moda.

Il gruppo fondato dallo stilista umbro ha però reagito con fermezza, diffondendo una nota in cui rivendica “il pieno e costante rispetto delle norme comunitarie”. La società ha chiarito che i punti vendita russi risultano chiusi e che il peso del mercato locale sul fatturato globale si è ridimensionato drasticamente. Dal 9% del 2021, la quota di ricavi riconducibile alla Russia si attesterebbe oggi intorno al 2%, con esportazioni in calo dai 16 milioni di euro del 2021 a circa 5 milioni stimati nel 2024.

Nel comunicato, Brunello Cucinelli precisa che tali valori, consultabili nei bilanci societari, offrono un quadro chiaro e trasparente. Viene esclusa con decisione ogni ipotesi secondo cui la Russia sarebbe stata utilizzata per liberare magazzini o smaltire rimanenze. “Questi numeri – afferma la maison – sono da ritenere esaustivi e chiarificatori”.

Il gruppo, che da sempre lega il proprio nome a un’immagine di qualità artigianale e attenzione etica, considera le accuse un attacco ingiustificato e potenzialmente lesivo della propria reputazione. Per questa ragione, la società annuncia di star valutando possibili azioni legali a tutela non solo del marchio ma anche degli interessi di dipendenti, collaboratori e stakeholder.

Il crollo in Borsa, arrivato dopo la sospensione in avvio di seduta, ha messo in luce la sensibilità del mercato rispetto alle questioni geopolitiche e regolatorie. L’impatto immediato sulle contrattazioni riflette come la credibilità di un marchio globale possa essere influenzata in maniera significativa dalle percezioni esterne e dai report di società di analisi.

Fonti vicine al gruppo sottolineano che la maison continua a concentrarsi sui mercati internazionali dove la domanda resta vivace, e ribadiscono l’impegno nel rafforzare la presenza in aree considerate strategiche, puntando su crescita sostenibile e trasparenza operativa.

La vicenda, innescata dal dossier diffuso da Morpheus Research, mostra come il settore del lusso sia costantemente osservato da investitori e media, specialmente quando si intrecciano temi di etica, geopolitica e regolamentazione europea. Mentre il titolo cerca un nuovo equilibrio a Piazza Affari, la griffe ribadisce con decisione di operare nel pieno rispetto delle regole e annuncia di voler difendere in ogni sede la propria immagine costruita in oltre quattro decenni di attività.

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