Coronavirus e il dilemma delle raccomandate non consegnate, ecco perché

 
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Coronavirus e il dilemma delle raccomandate non consegnate, ecco perché

“In data odierna è passata la signorina che consegna le raccomandate ho aperto la porta per riceverle ma la signorina mi ha detto che non me le poteva dare perché non poteva farmi toccare l’apparecchio per firmare la ricevuta, causa Coronavirus”. E’ quanto ha scritto un lettore alla nostra redazione lamentandosi della cosa. 

“Mi ha lasciato le ricevute e dovrei andare all’ufficio postale per ritirarle, logicamente lasciando il mio domicilio, quando lo Stato mi dice che non mi dovrei spostare se non per cose importanti e ben specificate. Incongruenza tra quello che si dice è quello che uno deve fare”. Il lettore, da questo punto di vista ha ragione, ma facciamo un po’ di chiarezza per capire meglio.

Abbiamo chiesto a Poste italiane come mai succede questo è la risposta è stata: “Decreto ministeriale, le Poste non c’entrano nulla è una decisione del governo, non possiamo lasciare documenti dove è necessario un riconoscimento vivo della persona, tipo raccomandate, patenti, atti giudiziari e i contrassegni – e poi aggiungono – lasciamo l’avviso per le cose meno urgenti. Ad esempio l’atto giudiziario ha una giacenza di 6 mesi e il cittadino non ha l’obbligo di andarlo a prendere subito, ha tutto il tempo per farlo, finita l’emergenza. Le raccomandate che hanno una giacenza di 30 giorni, vengono consegnate in cassetta solo se sono atti urgenti come i solleciti di pagamento o la consegna di una carta di credito o bancomat. Il portalettere metterà una sigla al posto del cittadino con scritto: “CPDM COVID e la sua firma, ma solo dopo aver avvisato il destinatario”.

Ma non è stato il caso del cittadino in questione: La consegna era per due carte di credito da Unicredit – ha spiegato – quindi sono simili alle raccomandate perché occorre la firma di ricezione, ma non sono contravvenzioni, atti giudiziari ed altro con incombenze delicate per termini di scadenza od altri. Quando gli pare i postini sono pubblici ufficiali quindi in casi come questi potrebbero dichiarare la consegna al destinatario senza la firma”.  

Un’altra cittadina si è visto consegnato il bancomat sulla cassetta delle lettere senza aver firmato nulla. Lo ha fatto il postino al suo posto.

Nell’avviso di giacenza è riportata la data di oggi. C’è scritto che a partire al 17 marzo può recarsi presso l’ufficio postale a ritirarla. Una raccomandata – come detto – ha la giacenza di 30 giorni (ultimo giorno utile per ritirarla è il 17 aprile). Il blocco è fino al 3 aprile e il cittadino potrà andare a ritirare la sua raccomandata dal 4 aprile. La troverà ancora, perché come abbiamo già scritto tornerà al mittente dopo il 17 aprile. Ma il cittadino in questione rischierà di restare senza carta di credito perché, nel frattempo l’attuale carta in possesso sarà scaduta.


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