Violentatore 19enne di minorenni, accertamenti anche su altri casi

 
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ph da ivg.it

Violentatore 19enne di minorenni, accertamenti anche su altri casi

Per il procuratore i racconti delle due ragazze violentate sono veritieri, ma il 19enne di Bastia Umbra nega. Ieri durante l’interrogatorio avvenuto in remoto dal carcere di Capanne è rimasto in silenzio davanti al gip, ma avrebbe fatto capire che vuole negare gli episodi accaduti.

Il ragazzo (F.P.), nato in Ecuador ma residente Bastia fin da quando era piccolino resta in carcere, è accusato di due violenze sessuali. Le sue vittime due ragazze minorenni, una di 13 e l’altra di 15 anni.

“Le indagini hanno evidenziato ulteriori episodi analoghi” ai due stupri per cui è indagato. Lo scrive il procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini nella richiesta di misura cautelare in carcere e sarebbe stato allontanato da casa “a causa della sua condotta violenta” e incline all’abuso sessuale.

Il 19enne ultimamente viveva a Perugia, ospite di amici e lavorava come aiuto cuoco in un ristorante bastiolo.  E’ difeso dagli avvocati Daniela Paccoi e Guido Maria Rondoni. I difensori – al momento – non hanno sollecitato la revoca della misura cautelare o la concessione degli arresti domiciliari.

Secondo la procura, sussiste, il pericolo che l’indagato, se libero, possa commettere altre violenze rispetto a quelle già addebitate: il fattaccio del centro storico a Perugia del 10 giugno e uno del 12 gennaio, in un centro commerciale di Corciano. Le due vittime hanno raccontato tutto.

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La 13enne lo ha fatto dopo settimane denunciando ai carabinieri di Corciano l’accaduto. «Il ritardo veniva motivato per la vergogna e la visita medica aveva fornito elementi comprovanti il rapporto sessuale – scrive il procuratore -. Il ragazzo avrebbe minacciato la giovane con telefonate minatorie, se avesse parlato o denunciato, l’avrebbe fatta picchiare. «A fronte di tale minaccia, la giovane aveva avuto la forza di parlarne con sua madre». Il fatto è accaduto «su delle scalette di un centro commerciale di Corciano che non avevano via d’uscita e dove nessuno poteva vederli. Lui – è scritto nell’ordinanza – provava subito a darle un bacio, ma la minore lo respingeva subito dicendo che non voleva. A quel punto incurante della volontà contraria della minore…lui con forza la tratteneva sulle scalette fino a violentarla».

La 15enne, invece è finita in ospedale con lesioni certificate dai medici e il suo racconto coincide con quello degli amici che l’hanno confortata dopo il racconto choc della violenza. Tutti sentiti dai carabinieri. La giovane ha raccontato con «dolore, pudore e difficoltà emotiva». Lei dalla corporatura esile 1,60, mentre lii molto più alto, circa 1,75 per cui la sovrastava. «La minore cercava in tutti i modi di allontanarlo, spingendolo lontano da sé, e gli diceva “stai fermo basta”. La volontà contraria della minore era chiara. Solo dopo un po’, però, riusciva a divincolarsi colpendolo con un calcio e spingendolo oltre…». La 15enne ritorna al bar e si confida con un’amica durante il tragitto verso casa, diceva di “vergognarsi”. «Il 19enne si era accorto del malessere della ragazza e li aveva seguiti per un po’ lungo la strada verso casa…e senza che la minore dicesse alcunché, lui le rispondeva di non aver fatto nulla e andava via». Sono stati gli amici a informare la sorella e le forze dell’Ordine.

La difesa vuole analizzare nel dettaglio le carte delle due indagini, ma anche, probabilmente, dal voler dare tempo al diciannovenne di capire fino in fondo la gravità dei fatti che gli sono contestati, anche attraverso colloqui. Il gip chiede di verificare «ulteriori fatti di reato dello stesso tipo che devono essere meglio investigati».

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