Violenza e sequestro di persona al lavoro, in due rinviati a giudizio

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Violenza e sequestro di persona al lavoro, in due rinviati a giudizio

Un impiegato e un operaio, di 40 e 43 anni, sono stati rinviati a giudizio dal giudice Piercarlo Frabotta. Sono imputati per violenza sessuale, anche di gruppo, sequestro di persona, atti persecutori e violenza privata nei confronti di una collega di lavoro.


Fonte: La Nazione Umbria


I due, secondo l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Gemma Miliani, avrebbero sottoposto la donna a vessazioni e molestie sessuali per un anno. La giovane, stando alle accuse, sarebbe stata anche legata a una sedia a rotelle da ufficio con le corde che le bloccavano il busto contro la spalliera, la bocca tappata con il nastro adesivo e portata in giro per il reparto di maglieria dove lavorava. La giovane sarebbe anche stata pesata sulla bilancia da pacchi del capannone, come fosse un animale e poi toccata nelle parti intime, sul seno e sul sedere, insultata e presa a calci.

Un comportamento che, secondo l’accusa, sarebbe stato tenuto dai due solo per divertirsi e schernirla, come se fosse una “schiava“, da mettere in mostra. Questo il racconto della vittima, ma i due uomini hanno respinto le accuse della collega.

L’impiegato e l’operaio, nel frattempo, sono stati licenziati per motivi disciplinari, ma il licenziamento è stato impugnato in entrambi i casi. Dovranno presentarsi in aula il 19 ottobre ottobre del prossimo anno.

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