Ucciso a colpi di fucile a Ponte D’Oddi di Perugia, l’assassino ha confessato 🔴Video↘Foto↙

Ucciso a colpi di fucile a Ponte D'Oddi di Perugia, l'assassino ha confessato

Ucciso a colpi di fucile a Ponte D’Oddi di Perugia, l’assassino ha confessato

E’ stato ucciso in mezzo alla strada con due colpi di fucile che lo ha centrato in pieno. Così Mirko Paggi, di 43 anni, è morto ieri sera a Ponte D’Oddi in via Porta. La tragedia si è consumata poco dopo le ore 19. Il suo omicida ha già confessato. Si tratta di Antonio Catalano, un 59enne pregiudicato originario della provincia di Palermo che vive a Ponte D’Oddi nella casa di via Porta con il figlio minorenne, testimone oculare dell’omicidio.

Il fatto è accaduto davanti l’ingresso dell’abitazione di tre piani dell’omicida. I due colpi sono stati sparati dal balcone.

Mirko Paggi era molto conosciuto in zona. Per lui ogni tentativo di soccorso è stato vano. I sanitari non hanno potuto fare altro che dichiarare la morte. Ad un primo esame del corpo sembrerebbe che i colpi lo abbiano centrato al torace, non lasciandoli scampo.

Mirko Paggi

All’origine del gesto ci sarebbero dissapori tra l’assassino e la vittima. I due ci conoscevano molto bene e lavoravano insieme, facevano volantinaggio.

Il motivo che ha spinto il 59 enne ha compiere quel gesto è al vaglio dei poliziotti della squadra mobile, coordinati dal capo Virgilio Russo e dal suo vice Adriano Felici. Sul posto è arrivata anche la scientifica per i rilievi, il sostituto procuratore della Repubblica Anna Maria Greco e il medico legale Luca Pistolesi. Presenti anche i carabinieri.

Il presunto omicida è in stato di fermo. Paggi e chi lo ha ucciso abitavano a poca distanza uno dall’altro. 

Pare sia stato lui stesso dopo aver sparato alcuni colpi di fucile a chiamare le forze dell’ordine per consegnarsi. E’ sceso in strada dove ha atteso gli agenti ancora con il fucile in mano. E’ stato quindi bloccato dal personale della squadra mobile e della volante che lo ha condotto in questura. Contestati anche il possesso illegale e l’alterazione dell’arma, che aveva le canne mozzate, e delle munizioni in quanto il presunto autore del delitto era stato inquisito in passato e non poteva detenerli. Al vaglio del personale della questura i motivi del delitto. Questo sarebbe legato a dissidi tra i due che andavano avanti da tempo.

Mirko Paggi viveva in un appartamento con la madre a poche decide di metri dal luogo dove è stato ucciso. Aveva avuto un passato problematico, era stato arrestato diverse volte per reati contro il patrimonio e adesso stava cercando di rimettersi in carreggiata.

Mirko aveva due fratelli: Giovanni e Danilo (conosciuto per i servizi di sicurezza a Umbria Jazz). Un altro era invece morto anni fa. I due sono arrivati ieri sera sul posto. I primo ha urlato: “ditemi che è stato che lo voglio ammazzare con le mie mani”. Ma è stato allontano dai carabinieri insieme ad altri famigliari, straziati dal dolore.

 

 

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