Uccise la madre, si toglie la vita in carcere Luciano Naticchi

 
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Uccise la madre, si toglie la vita in carcere Luciano Naticchi

Uccise la madre, si toglie la vita in carcere Luciano Naticchi

Nella mattinata di oggi, intorno alle ore 10.30, presso la Casa Circondariale di Perugia, Luciano Naticchi, detenuto di 60 anni, ristretto per il reato di omicidio ai danni della propria madre, si è tolto la vita nella propria cella e a nulla sono valsi gli immediati soccorsi del personale di Polizia Penitenziaria e del personale sanitario.

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A denunciare l’episodio è l’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci che indica quanto l’ennesimo grave episodio che dimostra fuori da qualsiasi dubbio la carenza di un sistema che non garantisce più né la funzione rieducativa della pena né l’incolumità fisica di chi è detenuto e di chi lavora nelle carceri italiane.

Al di là degli attacchi e delle difese ad oltranza – conclude Beneduci – entrambi a nostro avviso strumentali e per nulla attinenti al dramma in atto nelle carceri italiane ed all’ingiustificato esborso di danaro dei contribuenti per un sistema che non garantisce né sicurezza né recupero sociale, è indubbio che un governo che veramente curi l’interesse dei cittadini non possa non prendere in considerazione immediati provvedimenti, non solo legislativi, per guarire il sistema penitenziario Italiano.

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Luciano Naticchi era accusato di aver ucciso la madre Ofelia Tiburri strangolandola nell’appartamento della donna in via delle Ghiande 88 al secondo piano di Montelaguardia di Perugia. Il delitto si consumo durante la notte o forse nelle prime ore della mattinata. Dopo averla uccisa è stato lui stesso a chiamare i carabinieri, attendendoli nell’appartamento della donna.

L’uomo abitava nella stessa palazzina della madre, in un appartamento al piano di sotto con la sua famiglia. La notte dell’omocidio aveva dormito con la mamma, come faceva di tanto in tanto per farle compagnia.

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