Tutti in piazza, in difesa di Anita Mariani licenziata dalla Brunello Cucinelli 📸 FOTO

Tutti in piazza, in difesa di Anita Mariani licenziata dalla Brunello Cucinelli

“Anita è stata licenziata con una comunicazione dalla Brunello Cucinelli S.p.A. per non aver voluto indossare una mascherina chirurgica, imposta dalla stessa Azienda, quale strumento di protezione individuale. E’ stata licenziata per la sua protesta e la sua azione sindacale, rivolta non solo a se stessa, ma come esempio e tutela per tutti i suoi colleghi e colleghe”. E’ quanto scrive in una nota il Coordinamento umbro dei Movimenti di Resistenza Costituzionale che, nel pomeriggio di oggi, ha fatto un’azione di protesta con una conferenza stampa per aiutare Anita Mariani, l’operaia di Cucinelli licenziata.

All’evento, oltre alla Mariani, c’erano anche il suo legale, l’avvocato Chiara Attala, Fausto Severi, delegato sindacale della Fisi e Moreno Pasquinelli del Fronte del Dissenso.

“Questo è inammissibile, è una cosa gravissima per quali motivi?” Domanda Fausto Severi. “La mascherina chirurgica  nel nuovo protocollo condiviso non è più neanche compresa, anche perché non è un dispositivo di prevenzione individuale ma è medico, quindi è stata tolta. E lei, Anita che lo sapeva, era cosciente, consapevole nella sua dignità si è rifiutata sempre di portarla e quindi per questo è stata punita, perché ha disobbedito a una regola imposta, tramite quello che viene chiamato protocollo condiviso che ha dato modo ai datori di lavoro di regolare qualcosa che non è di loro diritto. La legge 81 è stata aggirata in qualche modo. Questo è quello che è successo, quindi la gravità è veramente notevole. Il sindacato Fisi ha dichiarato lo stato di agitazione, già da martedì quando è successa questa cosa, e ha convocato una mediazione col prefetto di Perugia, perché proviamo di nuovo a vedere, far ragionare le persone. Il sindacato, qualora andasse male questa mediazione, è pronto allo sciopero e a impugnare il provvedimento”. 

L’obbligo di indossare la mascherina è decaduto con la fine dello stato di emergenza, salvo negli ospedali e nei mezzi di trasporto pubblici. “I protocolli – continua la nota del Coordinamento umbro dei Movimenti di Resistenza Costituzionale – non sono in realtà neanche una norma. Come ‘protocollo’ sono giuridicamente inferiori al Decreto legge e quindi alla legge 81 sulla sicurezza dei lavoratori”.

Anita Mariani è dispiaciuta per queste vessazioni che le stanno facendo. Lo ha detto lei stessa durante il suo intervento in piazza.

“Non è carino – spiega – licenziare una persona quando si cerca di creare un dialogo con il datore di lavoro. Mi dispiace, come ho sempre ribadito, lì dentro mi trovavo bene. A quanto sembra però, se se qualcuno che alza la testa non è molto comodo per l’azienda. Spero che il datore di lavoro accetti la mediazione che stanno facendo i sindacati della FISI e speriamo ancora in un dialogo costruttivo. Io sono pronta a tutto per difendere i miei diritti. Non lascerò che si vada avanti come come sta andando avanti l’Italia, non lascerò questo! Insieme ai miei amici sto combattendo come spero inizino a fare anche altre persone perché c’è bisogno di persone che alzino la testa, non c’è bisogno di persone che continuino ad abbassarla come tutti stanno facendo, almeno la maggior parte. Noi ci siamo risvegliati in questi due anni, vogliamo portare avanti questa battaglia”.

E poi intervenuto il suo avvocato che ha precisato: “Noi siamo qui in difesa di Anita perché in realtà lei rappresenta quella voce che è stata tolta a tutti gli operai, i dipendenti, gli impiegati, ma in fondo a tutte noi persone perché oggi quella mascherina è un simbolo di quella parola che è stata tolta a tutti noi, di quella paura, dietro la quale ci vogliono fare stare. Ecco perché siamo qua, noi siamo forti sostenitori delle regole. Le regole permettono di convivere civilmente fra di noi e danno ordine, ma quando la regola diventa ordine allora quello che ha fatto Anita che è stato un semplice dissenso, diventa disobbedienza, differenza è quell’autorità che è stata imposta dall’alto e questo non è corretto, non va bene. Anita – continua l’avvocato – ha difeso il propria diritto alla salute, l’articolo 32, perché con contenuti fin dal primo procedimento disciplinare che è stato iniziato è stato spiegato il perché non voleva mettere una mascherina, perché comunque non era utile e ormai studi scientifici lo dimostrano”. Il legale poi aggiunge: “Gli ultimi studi dimostrano che è anche pericolosa per la sua salute. Noi abbiamo portato contenuti scientifici a dimostrare come fosse pericolosa anche per la salute. E allora se il dialogo non si è voluto mettere con contenuti, abbiamo capito che si parlava di altro, ossia di un ordine non rispettato e la gravità di questo licenziamento è che è stata fatta per giusta causa a seguito di un procedimento disciplinare. La giusta causa vuol dire che è stato rotto quel rapporto di fiducia tra datore e lavoratore, ma quale fiducia allora? Quella fiducia di non aver rispettato, di non avere una persona dipendente che rispetta, senza dire nulla, le regole. Questo non è accettabile per noi, come cittadini, ma soprattutto come uomini liberi. Ecco perché la difendiamo”. 

Moreno Pasquinelli del Fronte del Dissenso è intervenuto parlando di diritti e di dignità.Per questo – dice Pasquinelli – noi protestiamo e continueremo a battagliare”.

“Il licenziamento di Anita – concludono infine – ha così annullato i risultati di anni di battaglie sindacali. Non ci arrenderemo e sosterremo Anita e tutti i lavoratori che oggi non hanno più voce”.



27 Commenti

  1. Toccava fa a spintoni. Quando hanno licenziato altre persone tutta questa attenzione non me la ricordo. Come mai?

  2. Per fortuna che alte cariche dello Stato ne applaudono il suo rispetto per i lavoratori. È sempre il padrone non dimentichiamolo lo ha fatto vedere con chi prova a far rispettare il proprio pensiero e diritto Alla salute.

    • Bisogna sapere esattamente come sono andati i fatti altrimenti si sfocia in prese di posizione ( in questo specifico caso è stata toccata una ….sindacalista !!!). Comunque al di là della battuta non so se ci rendiamo conto che il virus sta circolando in maniera molto forte , quindi la mascherina specie nei luoghi chiusi e affollati va messa senza ritenerla una forzatura o una imposizione. Cucinelli così facendo mette in sicurezza i suoi dipendenti , dovreste essergli riconoscenti….

      • Sta circolando forte, quindi??? Ma ci riuscite ad uscire da questa ossessione??? Detto che le mascherelle, come documentato, non servono più di tanto al contenimento dei cd.contagi; non sarebbe il caso di tornare a trattare questa situazione come si è sempre fatto fino al febbraio 2020??? Hai sintomi stai a casa finché non passano.

  3. I proprietari che si credono padroni, quando leggo che Cucinelli partecipa a offerte di beneficienza, dona attrezzature e tutto il resto la domanda è: se non lo fa lui chi cavolo deve farlo? Se chi ha i soldi e le conoscenze non fa beneficienza e aiuta il prossimo a chi dobbiamo chiederlo? E poichè si sentono dei Padreterni in terra diventano tutti nazisti, immagino e penso senza avere le prove ma ribadisco immagino e penso, decidono l’esistenza di chi lavora per loro in base alle simpatie e alle raccomandazioni altrimenti non si spiega questo licenziamento; un colosso che piega un operaia e poichè è acacduto anche a me voglio sapere cosa prova il sor Cucinelli nell’aver presentato questo sorpruso perchè questo è il vero nome del fatto, mi sembra che i ricchi e potenti siano oramai tutti uguali in questo paese, Draghi ne è la prova e mi sembra che siamo diventati un popolo fortemente COGLIONE perchè permettiamo al padrone di trattarci come cani quando addirittura non ci considerano vermi.

  4. Cara Anita. Ho 69 anni. Potresti essere mia nipote. Sei sicuramente una bella persona. Massimo rispetto per la tua bella persona. Però ti dico una cosa soltanto. Mia moglie Alba lavora all’ufficio Postale di Massa Martana in provincia di Perugia. Lavora con la mascherina. Tutti i dipendenti delle Poste Spa in Italia che sono 140.000 lavorano con la mascherina. Punto. Ti saluto con affetto. Daniele

    • D’accordo sul portare la mascherina……non ha tolto la dignità a nessuno. Forse ne ha data, specialmente a qualcuno. Conosco chi, con questo maledetto caldo lavora con camicia cravatta e giacca e lo fa, è il suo lavoro. Oltre tutto senza condizionatore……

  5. Oggi mi sono sbucciato un’unghia. Potreste organizzare un sit in in piazza anche per me? Non ki pare giusto avere un’unghia sbucciate nel periodo estivo. Voglio protestare. Il mio è un gesto per me, per la mia unghia, ma anche per tutte le unghie sbucciate.

  6. Leggendo alcuni commenti si capisce perché questa banda di mariuoli al governo ne sta facendo di tutti i colori. È legittimando questi atteggiamenti che si scivola verso il baratro ed anche con estrema velocità. La sicurezza sul lavoro collegata alle mascherine è una stortura giuridica che apre le porte a qualsiasi sopruso basato sul nulla. Ed intanto, se non ve ne siete accorti, sui posti di lavoro si continua a morire ed a restare invalidi, per questioni in po’ più serie di una influenza al quale è stato cambiato nome. Perché se non lo avete capito, di questo si tratta. Comunque il mondo è bello perché vario, però poi non lamentatevi troppo.

  7. Troppe chiacchiere c’è un protocollo da seguire la mascherina poteva essere non indossata Anita deve essere reintegrata se invece la mascherina deve essere indossata x a discrezione del datore di lavoro come penso Anita a trasgredito… tutti i commenti a sfondo politico mi fanno sorridere

  8. In materia di Sicurezza nei luoghi di lavoro, il diritto di tutela di un lavoratore è il rovescio della medaglia del dovere di ottemperare alle disposizioni del datore di lavoro finalizzati a tale scopo. Tali disposizioni nascono dalla valutazione dei rischi aziendale con la collaborazione di esperti in materia di prevenzione, dal medico competente e dagli stessi lavoratori mediante loro rappresentanti.

    • Appunto il rischio odierno è una sindrome para influenzale, più la gente viene stritolata dai rulli, folgorata, schiacciata dai muletti, ustionata da questa è quella sostanza. Suvvia meno idolatria al dio covid ed annessi e connessi e più sano pragmatismo.

  9. Ma sei sicura che il problema sia una mascherina e non tutte le meraviglie che hai addosso,tatoo unghie doppie insomma,sembri un albero di natale e rompi per una mascherina..ma non farmi ridere..

    • Magari oltre i tatuaggi e le unghie finte possiede anche un cervello un po’ più attivo di chi in questi ultimi tre anni se l’ è giocato seguendo la criminale impostura di una emergenza basata su un virus para influenzale.

  10. Cucinelli spa resta un impresa privata e di conseguenza..quando si va in casa di altri è pacifico togliere il disturbo se non se ne accettano le regole.
    Trova lavoro in quella “Città della Balocchi” e rompe pure i coglioni ?

    • Ah ecco, ottimo. Complimenti. Quindi quando vi impongono di fare pipì nella bottiglia, perché la sacra multinazionale vi contingenta i tempi va accettato, zitti e buoni!!!!!

  11. Rispetto l’opinione di tutti ,ci mancherebbe,le regole se condivise vanno comunque rispettate noi a scuola abbiamo mantenute le ffp2 e non solo perché obbligati ma per una protezione personale certo non le chirurgiche che non servono a nulla è una questione di educazione civica:questa sconosciuta!!!

  12. Anche se l’obbligo non c’è più..nelle fabbriche purtroppo è a discrezione dell’azienda e del datore di lavoro..nella mia azienda ancora vige l’obbligo della mascherina chirurgica..ti dovresti attenere alle regole.poi fuori fai ciò che vuoi.non serve assolutamente a niente il comportamento che hai avuto tu..anzi ti si è solamente ritorto contro.,

  13. Grazie a personaggi come la suddetta, privi di senso d’autoregolamentazione al di là delle disposizioni, ho contratto il virus proprio ‘sti giorni di ‘liberi tutti’…

    • Non mi dire però che sei punturato e che porti tre/ quattro strati in faccia??? Hai preso il virus e come stai??? Però scusa ma non è un po’ puerile addossare colpe a questo o quello???

  14. La libertà di ognuno finisce dove inizia la libertà dell’altro.
    Se la mascherina chirurgica protegge gli altri e non noi stessi indossarla significa avere il rispetto delle persone che ci sono vicine, e se in un luogo chiuso non è possibile rispettare il distanziamento forse avere premura per i nostri colleghi di lavoro non sarebbe male.

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