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Parla la madre del 22enne ucciso: “La giustizia a Samuele non gliela dà nessuno”

“La giustizia a Samuele non gliela daranno gli anni che farà, non gliela danno, non gliela dà nessuno. Samuele non c’è più”. A due settimane dalla morte di Samuele De Paoli trovato senza vita in un fosso alla  periferia di Perugia, a Sant’Andrea delle Fratte, la madre Sonia Sorbelli ha parlato rilasciando un’intervista ai microfoni della Rai, nell’edizione locale del telegiornale TGR Umbria.

“Sono stata sempre credente, Sami è vicino a me e se è vero che mi ascolta non avrebbe voluto essere stato ucciso così”. E’ quando dichiara la mamma di Samuele intervistata dal giornalista Riccardo Milletti. Una madre che sta affrontando il momento più complicato della sua vita. Samuele De Paoli ha festeggiato il suo ultimo compleanno, 22 anni, è secondo di tre figli.

Samuele dopo la scuola si è rimboccato le maniche per dare una mano alla madre separata alla quale era legatissimo. “Era un ragazzo come tanti altri – racconta la madre -, con tanta voglia di vivere e divertirsi, allegro. Aveva iniziato con una ditta di elettricità, poi con la pandemia il lavoro è diminuito e lui l’ultimo mese aveva deciso di provare a lavorare al rifornimento di metano e faceva tutti quei lavori insieme. Era tanto felice, come non mai”.

Samuele è morto il 27 aprile scorso dopo una serata cominciata con gli amici a Perugia è terminata in compagnia di una transessuale 43enne. Ora indagata a piede libero per omicidio preterintenzionale, che racconta di essere stata aggredita e di avere stretto il collo del ragazzo per difendersi.

“Quella sera l’ho chiamato alle 19,30 e mi ha detto che tornava, alle 20,29, l’ho richiamato e non mi ha risposto – spiega aa donna -. Dalle 22 in poi ho continuato a mandare messaggi e non rispondeva mai. Per me è successo tutto in pochi minuti. Samuele o gli ha dato un passaggio, non perché voglio credere che andava a trans, perché nella vita mai dire mai. E’ successo qualcosa di particolare in un attimo. Samuele è stato ammazzato, perché non dice la verità, perché non dice la verità, cioè l’autopsia conferma che è morto così perché? Se tu strangoli una persona. Finché non ha visto la fine non l’ha lasciato. E’ una cosa assurda e la cosa atroce e che questa persona sta in giro e io il figlio mio non c’è l’ho più”.

“Un ragazzo di 22 anni che non faceva del male a nessuno. Il più bello della sua vita doveva ancora arrivare. Tante persone sono vicine a noi, tante persone ci vogliono bene perché siamo semplici, umili, abbiamo fatto le cose insieme, eravamo una vera famiglia. Io sono stata sempre con loro, con il calcio. Ci vogliono bene perché abbiamo rispetto delle persone” – ha concluso la donna.


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