Morte Samuele De Paoli, parlano gli avvocati, Francesco Gatti e Valter Biscotti

Morte Samuele De Paoli, legale indagata: "Il quadro è immutato"...

Morte Samuele De Paoli, parlano gli avvocati, Francesco Gatti e Valter Biscotti

«Una vicenda inquietante, brutta, una tragedia. Capisco il dolore della madre, la protezione del collega, però, bisogna capire che se non è stata chiesta fino ad ora nessuna misura cautelare, una ragione c’è. Né è necessario chiederla adesso, perché l’inquinamento probatorio è fuori luogo, le prove sotto tutte raccolte, non c’è alcun pericolo di fuga e poi non c’è alcun rischio di reiterazione dei reati. La mia assistita non è una che uccide i clienti».

A dirlo è Francesco Gatti, il legale di Patrizia, la trans brasiliana 43enne indagata per la morte di Samuele De Paoli, ma mai arrestata. Gatti risponde alle nostre domande, dopo la relazione di consulenza tecnica firmata dal professore Mauro Bacci, direttore della Sezione di Medicina Legale dell’Università di Perugia, dal dottor Sergio Scalise Pantuso, medico legale nella Sezione di Medicina Legale dell’Università di Perugia e dottoressa Paola Melai, responsabile del Laboratorio di Tossicologia Forense, in seguito all’esame necroscopico con accertamenti tossicologici, nel corpo del giovane trovato morto in un fosso a sant’Andrea delle Fratte, località di Perugia.

“La mia assistita – dice l’avvocato Gatti – si è rimessa a lavorare, dopo essere guarita dalla frattura delle costole, sia in casa, sia in strada, nei pressi di via Penna. E’ stata più volte oggetto di aggressioni ed insulti in strada proprio mentre si recava in farmacia a comprare le medicine. Una volta le hanno rubato il cellulare e una volta un cliente l’ha picchiata, lite scoppata perché non voleva pagare ed è finita in ospedale. 

La 43enne – secondo le indagini – subito dopo i fatti è stata trovata dal suo autista “in grande stato di agitazione, aveva l’occhio sinistro tumefatto e vistose tracce di sangue sul viso e sugli abiti e durante l’interrogatorio aveva dichiarato che “a causa di un motivo connesso al rapporto sessuale iniziava un litigio cui faceva seguito una collutazione violenta nel corso della quale, ambedue, finivano nel fossato prospicente l’autovettura”.

La trans “specificava poi di essere uscita dal fossato e si allontanava mentre il ragazzo, in evidente stato di ubriachezza, chiedeva aiuto non riuscendo ad alzarsi”. Samuele, dalla ricostruzione degli investigatori, avrebbe sferrato un pugno al volto della transessuale – per poi colpirla ripetutamente – e l’avrebbe poi afferrata per i capelli, come testimoniano le tracce biologiche trovate all’interno della Panda rossa. Una volta all’esterno dell’auto Patrizia avrebbe afferrato per il collo per difendersi dall’aggressione.

  • Il quadro è immutato

“I periti – scrivono i medici legali – dicono che non c’è stata un’azione violenta da parte della trans, ma c’è stata una digito pressione forte del pollice, il primo dito della mano destra provocando la lesione contusivo emorragica del glomo carotideo. Dalla stimolazione di quest’ultimo derivano le conseguenze fisiopatologiche già rappresentate che, accentuate nelle loro conseguenze dallo stato di intossicazione da cocaina”. 

  • arresto cardiocircolatorio

Samuele De Paoli è morto, dunque, per arresto cardiocircolatorio «conseguente ad afferramento violento del collo della vittima di parte della brasiliana, segnatamene all’azione compressiva esercitata, nella regione corrispondente alla biforcazione carotidea destra, dal primo dito della mano destra nel corso di una colluttazione insorta tra Samuele De Paoli e Patrizia. L’evento mortale è stato in parte favorito dall’assunzione di cocaina, rilevata a seguito accertamenti tossicologici sul materiale biologico prelevato nel corso dell’autopsia…».

“La mia assistita è assuntrice di cocaina: così come risulta dai prelievi effettuati il 6 maggio scorso. A 9 giorni dal fatto hanno visto che è assume droga, antidepressivi e alcol.

Samuele De Paoli era sotto l’effetto di cocaina. E’ quanto emerge dalla consulenza tossicologica della dottoressa Paola Melai. “I dati indicano che De Paoli Samuele, al momento della morte, si trovava sotto l’effetto di cocaina e di modeste quantità di alcol etilico…”. Il prossimo passo sarà l’interrogatorio di giovedì prossimo (ore 16). Il procuratore della Repubblica di Perugia, Giuseppe Petrazzini, ascolterà la 43enne.

  • L’avvocato Valter Biscotti

“I nostri consulenti stanno preparando le osservazioni alla consulenza medica depositata, rimane ferma la circostanza che la morte è dovuta a una condotta attiva da parte del trans. Sul resto è tutto da discutere”. A dirlo è l’avvocato Valter Biscotti, il legale della famiglia di Samuele De Paoli.

“Sull’accaduto abbiamo solo l’aggressione dell’indagata, un’indagata vero o non vero che ha mentito, che non ha denunciato il fatto e che è stata individuata dopo 34 ore e non sappiamo cosa possa essere successo in quell’arco di tempo. Stiamo, pertanto, approfondendo gli argomenti stabiliti nella consulenza, ma certamente alcune circostanze non ci trovano d’accordo e depositeremo un’osservazione alla consulenza, perché – conclude Biscotti – dire che la cocaina può essere una concausa della morte può essere una documentazione ultronea”.

 
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