Ex prete è a Roma, ma la gente continua a vederlo in giro


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Mirko Fringuello

Ex prete è a Roma, ma la gente continua a vederlo in giro

Lo hanno visto venerdì sera arbitrare una partita di calcio nella zona di Pieve di Campo. Una partita tra ragazzi, già maggiorenni, il cui fischio d’inizio e finale sarebbe stato dato, secondo quanto si apprende, proprio dall’ex prete. E’ quanto riportano i quotidiani di oggi, ma la notizia si era già diffusa sulle stesse chat di genitori e residenti da cui nei giorni scorsi era partito l’allarme.

L’uomo pare abbia lasciato Perugia già nel tardo pomeriggio di venerdì, quando assieme a un parente ha preso il treno in direzione Roma. A ieri pomeriggio risultava confermato che fosse ancora a Roma, eppure la gente continua a vederlo a Perugia. Ieri mattina altre segnalazioni della sua presenza sono arrivate una da Resina e l’altra da Madonna Alta. Sono segni evidenti di un effetto psicosi dovuto alla paura – scrive il Messaggero Umbria.

L’ex monaco, già condannato in passato per pedofilia, martedì scorso aveva fatto parlare di sé perché trovato in compagnia di due minorenni a Ponte San Giovanni, era già stato fatto oggetto di una lettera della Curia di Perugia. Con la missiva, inviata a tutte le redazioni, gli ambienti ecclesiastici hanno preso decisamente le distanze dal soggetto.

L’ex monaco è stato perquisito e controllato dai carabinieri della stazione Ponteggiana diretti dal comandante, Mirko Friguello. Con un decreto di perquisizione firmato dalla Procura hanno eseguito acquisizioni e sequestrato supporti informatici di proprietà dell’uomo. Da quanto si sa è stato indagato a piede libero dalla procura di Perugia con l’ipotesi di tentata prostituzione minorile. Avrebbe cercato di convincere i minorenni che erano nella sua abitazione, dove avevano trascorso addirittura la notte, a rapporti sessuali in cambio di denaro e regali.

Martedì sera a Ponte San Giovanni l’ex prete era in compagnia dei minori. Entrambi sono poi stati sentiti in caserma con l’ausilio di uno psicoterapeuta e avrebbe spiegato cosa era accaduto nell’appartamento dell’uomo. Pare abbia fatto qualche ammissione in relazione a possibili approcci poco appropriati da parte dell’uomo. In caserma si erano presentati anche alcuni genitori i cui figli erano stati avvicinati dall’uomo che si presentava come un religioso.

L’uomo, dopo le formalità del caso ha così deciso in accordo con il proprio avvocato di lasciare Perugia. L’ex monaco sarebbe andato a stare di casa dal cognato, a Roma. L’uomo era arrivato a Perugia dopo tre anni trascorsi in terapia all’interno del “Sacro Cuore“ di Città di Castello. Condannato a 3 anni per corruzione di minorenni, prima della vocazione, e poi a 4 anni e due mesi per violenza sessuale su minori quando, già monaco, insegnava religione a Roma, l’ex prete era stato prima sospeso “a Divinis“ dal Papa e successivamente aveva chiesto e ottenuto dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le società di Vita Apostolica l’Indulto di essere liberato da tutti gli obblighi sacerdotali e religiosi. Nonostante questo si presentava vestito da monaco con una grossa croce addosso.

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