Ex monaco condannato per abusi sessuali su minori, accertamenti su di lui da parte dei Carabinieri

L'altra sera non era in auto con due bambine, come scritto sui social

 
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Ex monaco condannato per abusi sessuali su minori, accertamenti su di lui da parte dei Carabinieri

La questione dell’ex religioso, con alle spalle condanne per abusi su minori, sta facendo il giro della città dell’hinterland Perugino, in particolare la cintura dei Ponti. Nei gruppi whatsapp, i genitori si tengono in contatto su quanto accade ai loro figli a scuola. Su Facebook – dove sono pubblicate le sue foto e il suo nome – come sempre accade purtroppo, la verità viene sempre alterata e distorta. Si era parlato del fatto che l’ex religioso fosse stato trovato in compagnia di due ragazzine, che si fosse ripresentato in una non bene identificata scuola del posto per proporre i suoi progetti di insegnamento….insomma un sacco di si dice.
Di fatto c’è solo la paura, più che giustificata dato il passato del personaggio, da parte dei genitori.

Cosa dicono i Carabinieri

Di ufficiale c’è solo che i Carabinieri di Ponte San Giovanni, l’altra sera, sono intervenuti a seguito del fatto che dei cittadini avevano visto l’ex parroco camminare per strada con dei ragazzini. Da quanto se ne sa, intanto, non si tratta di bambini, ma di adolescenti e sono poi i figli del badante di quest’uomo.  «Stiamo facendo degli accertamenti», dicono i Carabinieri. Nulla di quanto si racconta sui social o su alcuni giornali corrisponderebbe a verità. Non ci sarebbero stati, quindi, adescamenti, né ritrovamenti dell’ex religioso in auto con due bambine.


In caserma, a Ponte San Giovanni, l’ex monaco della Congregazione dei Benedettini Silvestrini sarebbe stato ascoltato l’altra sera, prima di tutto, evidentemente, per capire chi erano quei due adolescenti con cui stava camminando.  Nessun fermo, quindi, nessun arresto a suoi carico. Vero è che si è presentato presso una scuola della zona dei Ponti per un non bene specificato progetto di insegnamento, Ma anche qui le forze dell’ordine stanno facendo accertamenti.

Ieri, nelle redazioni – e l’abbiamo già pubblicata – era stata fatta arrivare una nota dalla Curia arcivescovile di Perugia Città della Pieve.

La lettera della Curia

«Un ex religioso sta soggiornando in una zona periferica della città di Perugia – c’è scritto -, che cerca di avvicinare le persone e soprattutto i ragazzi con la scusa di esercitare il suo ministero sacerdotale. La Curia arcivescovile di Perugia-Città della Pieve, venuta a conoscenza della condotta di quest’uomo che indossa abiti religiosi, ha informato le competenti autorità di pubblica sicurezza. Inoltre invita sacerdoti e fedeli a segnalare anch’essi alle suddette autorità, oltre che alle autorità religiose, qualsiasi comportamento messo in atto da quest’uomo contrario alla morale o all’esercizio del ministero sacerdotale che esercita abusivamente».

Si tratta di un ex religioso, appartenuto alla Congregazione Benedettina Silvestrina, ordinato presbitero nel 1999, che a seguito di gravi vicende giudiziarie è stato raggiunto, già nel 2006, da un procedimento di sospensione cautelativa da ogni pubblica attività e funzione sacerdotale.

Successivamente lui stesso ha chiesto ed ottenuto dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le società di Vita Apostolica l’Indulto di essere liberato da tutti gli obblighi sacerdotali e religiosi. Pertanto qualunque suo atto o sua iniziativa che dovesse porre in essere a nome della Congregazione, oppure a nome dell’Archidiocesi, è da considerarsi arbitrario e privo di ogni valore.

Sui suoi trascorsi giudiziari qualche testimonianza di diversi anni fa

Il Corriere della Sera web, il 05 luglio 2007, scriveva:

ROMA – Sacerdote, insegnate e anche pedofilo, secondo la magistratura. E’ stato condannato, in rito abbreviato, dal gup Claudio Mattioli, a 4 anni e due mesi, un sacerdote accusato di aver abusato di due ragazzini. Il prete,****, di 58 anni, di origine siciliana, officiava nella diocesi dedicata alla Madonna di Czestokova, alla Rustica, e insegnava religione alla scuola media di Roma «Salvo D’Acquisto». L’uomo, che per i fatti oggetto del procedimento era anche finito in manette, è da tempo agli arresti domiciliari in un convento di Benedettini Silvestrini a Bassano Romano. Il capo d’imputazione per ****. è: atti sessuali con minori, aggravati dal fatto che le vittime erano a lui affidate «per ragioni di educazione e di vigilanza». Il giudice ha imposto anche una provvisionale di 15mila euro di rimborso alle vittime.

GIA’ CONDANNATO PER LO STESSO REATO
In passato era già stato condannato dieci anni fa per una storia molto simile ma, scontata la pena, era tornato alla sua attività a scuola e all’oratorio. Arrestato nell’estate scorsa, il religioso, inizialmente, aveva negato tutto, ma in seguito aveva confessato, almeno in parte, cercando però di sminuire la gravità delle violenze. La prima denuncia a carico di A.D. venne presentata dai genitori di un dodicenne con gravi problemi psichici, un ragazzo “affetto da un disturbo del comportamento nellambito dellorganizzazione cognitiva borderline”. Il giovane, che frequentava loratorio della Rustica, raccontò di essere stato palpeggiato e molestato dal sacerdote e, qualche giorno dopo, alcuni amichetti della stessa età gli raccontarono di aver subìto lo stesso tipo di violenze. In seguito si accertò un secondo caso, avvenuto, stavolta, durante un campo scuola nellisola di Ventotene. A.D. aveva sorpreso un gruppo di ragazzi che scherzavano e si misuravano gli organi genitali. Il religioso avrebbe approfittato della circostanza per rivolgere pesanti avances a un altro adolescente, anche lui di 12 anni.

Ai giornali ha detto che «Ero con due ragazzi di 16 e 12 anni che erano stati qui a casa mia, sono i figli dell’uomo che volevo assumere come badante. Ma lui è dovuto andare dalla moglie e i ragazzini li ha lasciati qui. Il più grande mi ha pulito tutta casa».

Poi l’incontro in mezzo alla strada di un gruppo di genitori. «Quando mi hanno visto per strada sono scesi dalle auto tutti inc…..Io ho spiegato che sono innocente. Non leggete tutto quello che c’è su Facebook. Sono arrivati i carabinieri e ci hanno portato tutti in caserma. Lì ho rivisto anche il padre e la madre dei due ragazzi. Ad una certa ora i militari mi hanno detto che me ne potevo andare.

Scriverò al Papa e ai Politici

Adesso scriverò al Papa, ai politici. Quello che mi è accaduto è un’ingiustizia ed è tutto falso».
Quanto alla sua presenza davanti a scuola, l’ex religioso sostiene di essere stato contattato da un’insegnante per una progetto di collaborazione e di passeggiare davanti all’Istituto scolastico solo perché «lì accanto c’è la parrocchia».

Scrisse di lui anche La Repubblica il 12 luglio 2014

Terza condanna per abusi sessuali, ma il prete resta in chiesa

Tre volte condannato per abusi sessuali su minori. È il record del prete ****, originario di Collesano, e condannato ieri in appello a 5 anni e mezzo. Ma dopo tre condanne non arriva alcuna sospensione per Di Maggio. Il prete indossa ancora l’abito talare e si può incontrare nella chiesa ortodossa romena di Roma, La Rustica.

La sentenza è dei giudici della terza sezione d’Appello, presieduta da Raimondo Loforti. I giudici hanno confermato la condanna a 5 anni e mezzo del sacerdote, 65 anni, che avrebbe abusato di un giovane affetto da lievi disturbi psichici. Gli episodi sarebbero avvenuti sulla spiaggia di Campofelice di Roccella nell’estate del 2003 ed in quella del 2006, quando il ragazzo aveva 16 e 19 anni.

La scoperta degli abusi venne fatta da alcuni assistenti sociali. Il giovane, infatti, si era rivolto a una comunità per trovare una piccola occupazione e durante il colloquio si confidò con gli operatori. Tra le lacrime raccontò di quelle attenzioni morbose da parte del prete e di alcuni atti sessuali consumati sulla spiaggia di Campofelice. Sono stati gli assistenti sociali a parlare prima con i genitori del ragazzo e poi a denunciare tutto quanto alle forze dell’ordine. Stupore e rabbia per i genitori che si fidavano del prete e compaesano.

«La conferma di condanna della Corte di Appello di Palermo mette un sigillo di sostanziale definitività sui fatti del processo — dice l’avvocato Salvatore Sansone che difende padre, madre e vittima — Resta comunque il dolore per una vicenda che ha sconvolto la vita di una famiglia lasciando cicatrici incancellabili. Ci prepariamo senz’altro ad intraprendere azioni per i dovuti risarcimenti civili».

Il sacerdote aveva già subito due condanne definitive per violenza sessuale. Padre ****, infatti, avrebbe trovato la vocazione dopo un periodo di reclusione a Torino, proprio in seguito a una condanna per molestie su minori avvenute nel 1986. Ma il suo nome era finito nelle cronache nazionali quando nel 2006 venne condannato, sempre per lo stesso reato, ma con l’aggravante questa volta di aver «abusato dei poteri e violato i doveri inerenti alla qualità di ministro di un culto», proprio perché nel frattempo era diventato sacerdote. La sentenza, definitiva dal 2008, è relativa a violenze su minori particolarmente fragili, avvenute sia a Roma che a Ventotene. Per questi episodi, **** venne anche arrestato.