Covid, DPCM e chiusure, protesta a Terni: “Ci stanno mandando tutti allo sfascio” 🔴 VIDEO
Un bel gruppetto di persone si sono ritrovate in piazza Tacito a Terni per protestare – in maniera pacifica – contro le misure dell’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte, tra sabato e domenica 25 ottobre.
“Libertà, libertà, libertà”, “Così muoiono le attività”, “Torniamo ad aprire a dicembre per pagare le tasse a gennaio, non paghiamo niente, facciamo sciopero fiscale, non mangiamo noi e non mangiano nemmeno loro” – hanno urlato.
“Non non sentiamo quello che dicono loro, dicono solo le c…te, non vogliamo niente, vogliamo lavorare, non abbiamo chiesto niente. Loro hanno preso sempre, a noi hanno svuotano tutti i conti. Loro non devono più prendere stipendi, devono stare senza soldi come noi”.
E poi ancora: “Le palestre di Terni tutte chiuse, tutti i lottatori, quelli che combattono e quelli che devono giocare al calcetto sono tutti i fermi. Il calcio in serie A e in B, gioca, perché? Qui c’è il corona e lì no, ma di cosa stiamo parlando”.
“Loro prendono i milioni e non abbiamo da mangiare, ma almeno lasciateci lavorare. Sapevano tutti che tornava, hanno dato il bonus per andare in vacanza, è arrivato settembre e la colpa è dei cittadini, come funziona? Ci vogliono persone capaci, questo governo non è in grado di gestire il Paese, ci stanno mandando tutti allo sfascio e già ci sono sono quelli che hanno i problemi loro. In più, oltre a questo non c’è solo la disoccupazione, ma anche la fame e non importa niente a nessuno”. Questo il grido di molti di loro dopo il ritrovo in piazza e poi la marcia lungo il corso fino in piazza della Repubblica.
Stop a palestre e piscine, chiusura di bar e ristoranti dalle 18 fino al 24 novembre: sono i provvedimenti che in tutta Italia hanno fatto scattare delusione e amarezza tra i tanti lavoratori impegnati in questi settori. Un ristorante non sopravvive con l’asporto e questa delle 18 non se l’aspettavano.
Molti di loro sono ripartiti lentamente dopo la chiusura di marzo e dopo 80 giorni di stop investendo cifre importati nella sanificazione e nell’applicazione delle misure anti covid. Da quanto sono aumentati i contagi e il governo ha annunciato una stretta sulla ristorazione i clienti non hanno più prenotato.


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