Covid, DPCM e chiusure, protesta a Terni: “Ci stanno mandando tutti allo sfascio” 🔴 VIDEO

 
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Covid, DPCM e chiusure, protesta a Terni: “Ci stanno mandando tutti allo sfascio” 🔴 VIDEO

Un bel gruppetto di persone si sono ritrovate in piazza Tacito a Terni per protestare – in maniera pacifica – contro le misure dell’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte, tra sabato e domenica 25 ottobre.

“Libertà, libertà, libertà”, “Così muoiono le attività”, “Torniamo ad aprire a dicembre per pagare le tasse a gennaio, non paghiamo niente, facciamo sciopero fiscale, non mangiamo noi e non mangiano nemmeno loro” – hanno urlato.

“Non non sentiamo quello che dicono loro, dicono solo le c…te, non vogliamo niente, vogliamo lavorare, non abbiamo chiesto niente. Loro hanno preso sempre, a noi hanno svuotano tutti i conti. Loro non devono più prendere stipendi, devono stare senza soldi come noi”.

E poi ancora: “Le palestre di Terni tutte chiuse, tutti i lottatori, quelli che combattono e quelli che devono giocare al calcetto sono tutti i fermi. Il calcio in serie A e in B, gioca, perché? Qui c’è il corona e lì no, ma di cosa stiamo parlando”.

LA QUESTURA
Sono state oltre 800 le persone che hanno preso parte alla manifestazione spontanea, nata sui social network, in segno di protesta contro talune misure recentemente adottate dal Governo per il contenimento della pandemia. Oltre 800 i partecipanti, con i quali il personale della DIGOS, rispettoso dei sentimenti di dissenso legati alle difficoltà imprenditoriali, ha avviato un proficuo dialogo grazie al quale l’iniziativa si è svolta senza criticità. I partecipanti, su indicazione degli operatori, hanno rispettato le norme sull’uso della mascherina. L’invito al dialogo resta costante da parte del Questore che, tramite la DIGOS, è fortemente intenzionato a creare le condizioni di legalità, affinché le legittime manifestazioni possano svolgersi regolarmente e nel solco del rispetto della legge.

“Loro prendono i milioni e non abbiamo da mangiare, ma almeno lasciateci lavorare. Sapevano tutti che tornava, hanno dato il bonus per andare in vacanza, è arrivato settembre e la colpa è dei cittadini, come funziona? Ci vogliono persone capaci, questo governo non è in grado di gestire il Paese, ci stanno mandando tutti allo sfascio e già ci sono sono quelli che hanno i problemi loro. In più, oltre a questo non c’è solo la disoccupazione, ma anche la fame e non importa niente a nessuno”. Questo il grido di molti di loro dopo il ritrovo in piazza e poi la marcia lungo il corso fino in  piazza della Repubblica.

Stop a palestre e piscine, chiusura di bar e ristoranti dalle 18 fino al 24 novembre: sono i provvedimenti che in tutta Italia hanno fatto scattare delusione e amarezza tra i tanti lavoratori impegnati in questi settori. Un ristorante non sopravvive con l’asporto e questa delle 18 non se l’aspettavano.

Molti di loro sono ripartiti lentamente dopo la chiusura di marzo e dopo 80 giorni di stop investendo cifre importati nella sanificazione e nell’applicazione delle misure anti covid. Da quanto sono aumentati i contagi e il governo ha annunciato una stretta sulla ristorazione i clienti non hanno più prenotato.

 

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