Condannato a tre anni per violenze sulla moglie

La vittima racconta vent’anni di soprusi in tribunale

Condannato a tre anni per violenze sulla moglie

Condannato a tre anni per violenze sulla moglie

Un uomo di 51 anni, cittadino albanese residente in una frazione del comune di Perugia, è stato condannato a tre anni di reclusione per violenze perpetrate sulla moglie, una donna di origini albanesi. Il processo, conclusosi con il rito abbreviato, ha stabilito anche un risarcimento di 30.000 euro a favore della vittima, che per vent’anni ha subito maltrattamenti fisici, psicologici e limitazioni della propria libertà personale.

Secondo quanto emerso in tribunale, la donna, sposata con l’uomo da circa vent’anni e madre di due figli, ha vissuto un inferno domestico, caratterizzato da ripetuti episodi di violenza e da un controllo rigido e ossessivo esercitato dal marito. In particolare, la vittima ha dichiarato ai magistrati che il marito le imponeva cosa indossare, quando uscire di casa e perfino l’orario in cui doveva andare a letto. Ogni aspetto della sua vita quotidiana era sotto il controllo dell’uomo, che le impediva di avere un telefono, di guardare la televisione e perfino di possedere le chiavi della casa, riducendo così ulteriormente la sua autonomia.

Nel corso della testimonianza, la donna ha anche raccontato di essere stata costretta a subire rapporti sessuali contro la sua volontà. La situazione di abuso, protrattasi per anni, si è conclusa quando, nell’ottobre dell’anno scorso, la donna ha trovato il coraggio di lasciare la casa coniugale, rivolgendosi a un Centro antiviolenza per ottenere supporto. In quella sede ha presentato denuncia contro il marito, dando inizio a un iter legale che ha portato, a gennaio di quest’anno, alla raccolta di testimonianze decisive. In udienza protetta, sia la donna che la figlia minorenne hanno raccontato i dettagli delle violenze subite.

Il tribunale ha ritenuto gli elementi probatori sufficienti per emettere una condanna. Durante il processo, il pubblico ministero aveva richiesto una pena di quattro anni e otto mesi; tuttavia, il giudice ha disposto una pena inferiore a causa del rito abbreviato scelto dalla difesa. Secondo le disposizioni processuali, la riduzione della pena in questi casi è ammessa in quanto il rito abbreviato rappresenta una forma di collaborazione con la giustizia che, di norma, consente uno sconto di pena.

Le motivazioni della sentenza, che chiariranno nel dettaglio le ragioni alla base della decisione del giudice, saranno depositate tra novanta giorni. Solo dopo la loro pubblicazione, la difesa dell’uomo, rappresentata dall’avvocato Guido Rondoni, valuterà l’eventuale ricorso in appello.

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